“Consiglio a Malpensa, che beffa”
Tutte le associazioni ed i comitati ambientalisti erano rappresentati, davanti all’ingresso di Volandia alla ex Caproni, ma non hanno avuto il permesso di entrare
Era ovvio che la convocazione di un Consiglio regionale a Malpensa fosse una operazione
propagandistica, ma che poi, durante lo svolgimento della sessione, si parlasse comunque di cose
purtroppo gravi, ci aveva indotti a prenderci la giornata libera per assistere.
Tutte le Associazioni ed i Comitati ambientalisti erano rappresentati, davanti all’ingresso di
Volandia alla ex Caproni, con gli striscioni, i cartelli ed i volantini da distribuire ai Consiglieri
regionali, agli Assessori, al Presidente Formigoni ed ai Media.
Gli slogan: “TERZA PISTA: NO, GRAZIE” erano ben evidenti, le interviste ed il
volantinaggio si sono svolti civilmente (come nostro costume) anche se qualche eletto ha svicolato
per evitare di trovarsi in mano carte non gradite (eppure sapere è potere), ma poi è arrivata la
sorpresa, anzi la beffa: NON SI PUO’ ENTRARE!
EPPURE:
– Le sedute dei Consigli sono per definizione pubbliche
– Un Consiglio regionale straordinariamente convocato sul Territorio per una seduta avente
come oggetto “quel Territorio” deve avere mandatoriamente porte aperte al Territorio,
– Di più, l’oggetto erano i problemi del territorio anzi “IL PROBLEMA”, cioè Malpensa.
Ci diranno: “Erano invitati i vostri Sindaci”.
Chiediamo noi: Quali sindaci? Quanti Sindaci?
Il giornale “Ticinia”, firmato da 87 Sindaci delle province di Varese, Novara e Milano,
aveva ampiamente dimostrato qual’è l’area interessata dall’aeroporto di Malpensa: c’erano dunque,
o erano stati invitati, 87 Sindaci?
In conclusione questa arrogante classe politica poteva comodamente risparmiarsi la costosa
ed inutile trasferta pagata, oltretutto, anche da noi che abbiamo subito questa beffa: non poter
assistere, ascoltare e guardare in faccia chi tranquillamente discetta e diventa arbitro della nostra
salute e dei nostri destini in casa nostra.
Il nostro ironico ringraziamento vada alla Giunta regionale lombarda ed a chi,
eventualmente, le fa da spalla.
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