Leghiste nel cuore e nell’anima
Presentato alla biblioteca civica di Varese il libro "Leghiste. Pioniere di una nuova politica". A intervistare l'autrice Cristina Giudici il sindaco Fontana, davanti alle amministratrici varesine della Lega
Sono «al di là dello stereotipo» vanno decisamente oltre «Ai discorsi prevedibili su sicurezza, l’immigrazione e altro». Anzi, alla fine si dimenticano pure di parlarne. Spiazzano con l’esibizione improvvisa di tre lauree, o della militanza operaia.
Racconta questo e molto di più il libro- testimonianza «che non ha la pretesa di analisi e non è nemmeno un’inchiesta» di Cristina Giudici dal titolo “Leghiste. Pioniere di una nuova politica” edito da Marsilio e presentato questa sera, 18 giugno 2010, alla biblioteca civica di Varese.
Una presentazione di fronte a molte delle più recenti protagoniste del governo leghista al femminile in provincia: dal sindaco di Laveno ed ex assessore provinciale Cristina Scolari al sindaco di Venegono e attuale assessore provinciale Francesca Brianza, dal sindaco di Gazzada Cristina Bertuletti al contestato ex assessore di Malnate Barbara Mingardi.
Donne che «Contengono nel loro modo di fare politica molte storie diverse – spiega la Giudici, che segue da anni la Lega per il Foglio e che, per realizzare il libro, ha seguito le giornate tipo delle amministratrici della Lega – Quello che hanno in comune tra loro però è l’amore per la politica. Il che le rende decisamente dei personaggi irregolari, paragonabili nei comportamenti a nessuna delle formazioni odierne. Al massimo al vecchio Pci».
Una “irregolarità” che paga e le fa diventare sempre più personaggi all’interno del movimento verde. Perchè «Quello che cui tendono le donne leghiste ai governi delle città è un buon governo: e se queste donne poi vincono con maggioranze bulgare non è perchè nel paese sono tutti leghisti, ma perchè loro esprimono una politica nuova che viene riconosciuta dalla cittadinanza».Come l’esempio più vicino a noi, che la Giudici descrive nel suo libro: Sandy Cane, “l’Obama di Viggiù” prima donna di colore sindaco con la Lega. «Chi legge il libro e mi conosce lo sa: quella sono io – Spiega la Cane – Sono rimasta molto colpita dal fatto che un incontro piuttosto corto (siamo rimaste insieme tre ore) ha prodotto una descrizione così particolareggiata e vera. Persino la descrizione del caos completo della mia scrivania è perfetta. L’unica cosa che contesto è l’ultima parte, quando parla del mio fidanzato: non ho mica detto che l’adoravo. Ma ora lui è entusiasta, ha comprato un sacco di libri, lo dice agli amici…»
Il risultato è un ritratto del tutto inedito di un “fenomeno” che in troppi hanno visto in maniera pregiudiziale e che proprio le “quote rosa” del movimento verde potrebbero scardinare: «Le nostre donne non cercano di difendere le quote rosa perché sanno che nella Lega se si danno da fare un posto lo trovano, senza pregiudizi – commenta il sindaco di Varese Attilio Fontana, per una volta nell’insolita ma ben interpretata veste dell’intervistatore – Sono le altre, quelle che credono che la politica è un gioco o una occasione per mettersi in mostra, a chiederle».
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