“Più igiene e posto macchina”, i cobas della Iselfa incrociano le braccia
Sono fuori dall’azienda in presidio e non intendono muoversi. La Fiom:"i tempi della protesta sono sbagliati"
«Andremo avanti a oltranza», dicono i lavoratori in presidio fuori dalla Iselfa, la fonderia di corso Roma a Solbiate Arno.
Sono in sciopero da ieri mattina, mercoledì 23 giugno, sostenuti da Al Cobas e Cub per chiedere il miglioramento delle condizioni lavorative sul luogo di lavoro e la concessione di alcuni benefit come il posto auto, nonchè il ripristino del numero del numero di lavoratori addetti alle presse più grandi passati da 4 a 3.
Sono fuori dall’azienda e non intendono muoversi finché non verranno accolte le loro richieste, «abbiamo intenzione di fare un esposto alla Asl – spiega Antonio Ferrari dei Cobas – per far verificare le condizioni igieniche del luogo di lavoro».
La protesta giunge al culmine di una serie di ritardi su pagamenti degli stipendi (l’azienda ha già fatto ricorso alla cassa integrazione ordinaria l’anno scorso e da gennaio è in cassa integrazione straordinaria), per i quali però è già stato firmato un accordo ieri con l’azienda che definito i termini di pagamento.
«Sui pagamenti del saldo degli arretrati sugli stipendi l’azienda ha sottoscritto un accordo che registra una situazione di ritardo fisiologico se teniamo conto della situazione economica che stiamo attraversando. – spiega Roberto Fogola della Fiom – Cgil – Il nostro sindacato, così come la maggior parte dei lavoratori, non hanno aderito allo sciopero. Pur ritenendo legittime le richieste sui miglioramenti della condizione lavorativa siamo ben consapevoli della condizione che in questo momento sta attraversando la Iselfa. Siamo convinti che la protesta stia avvenendo nei modi e nei tempi sbagliati».
L’azienda sta infatti affrontando un’operazione finanziaria di ristrutturazione del debito, e proprio in una fase molto delicata dell’operazione, è venuta ad insinuarsi la protesta dei lavoratori, che sono quelli della forgia, fondamentale per la produzione.
La risposta della direzione è stata diramata ai lavoratori attraverso un comunicato, e del premio presenza posto macchina non se ne parla, “la situazione finanziaria che l’azienda sta attraversando impedisce di poter concedere tale premio aggiuntivo e migliorativo in quanto aggraverebbe la situazione determinando ulteriori ritardi nei pagamenti degli stipendi”.
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