“Asc ben gestita. Ci attaccano perchè non sanno cosa fare”
L'ex presidente risponde alle accuse dell'amministrazione in carica, a partire dalle cifre, considerate gonfiate. "Abbiamo lavorato sodo per ridurre le difficoltà dell'azienda"
Alessandro Cauduro, più che indignato, è stupito dalle cifre messe sul piatto dagli amministratori samaratesi, in riferimento al bilancio dell’Azienda Servizi Comunali. Prima ancora di replicare sulle questioni più ampie, parte proprio dagli importi che secondo il sindaco e il nuovo presidente non sarebbero a bilancio: «Prendiamo la questione dei buoni mensa per i farmacisti – spiega l’ex presidente dell’azienda partecipata -: la cifra che indicano non sta né in cielo né in terra, è incredibilmente eccessiva. Basta fare un calcolo veloce: ognuno degli 8 farmacisti prende un buono da 4,5 euro al giorno, diciamo per 300 giorni all’anno. In totale siamo nell’ordine dei 10mila euro l’anno o poco più». Comunque ben al di sotto dei 35mila euro indicati da sindaco e neopresidente di Asc. L’ex presidente dell’azienda contesta anche l’accusa di non aver messo a bilancio l’importo: «C’era stata una decisione del CdA, a cui doveva comunque seguire un accordo formale con i dipendenti». L’accordo formale non ci fu e quindi, secondo Cauduro, a bilancio non doveva essere inserito alcun capitolo. Quanto alla questione del premio di produzione, invece, la risposta è secca: «Gli importi sono regolarmente messi a bilancio, le affermazioni di Macchi e Tarantino non corrispondono al vero».
Cauduro non ci sta a passare per un cattivo amministratore. Anzi: rivendica un’azione, negli anni della sua gestione, per arginare le difficoltà dell’azienda. «Abbiamo lavorato sodo sull’azienda, facendo un buon lavoro. Loro invece brancolano nel buio, non sanno che fare e per questo accusano noi». Le difficoltà di Asc però ci sono, i bilanci parlano chiaro. «Noi abbiamo ereditato le scelte fatte dal precedente CdA di Zanetello, comprese quelle sul premio di produzione e sui buoni pasto. E poi c’è la questione dei contratti di servizio del 2006: non avevamo alcun potere sulle tariffe, sui c’è stata una scelta di natura politica». Solo nel 2009 l’amministrazione ha deciso di intervenire sul contratto, consentendo di recuperare 150mila euro. Una cifra che comunque non ha permesso di risanare il bilancio, che ha chiuso in perdita anche lo scorso anno.
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