Con questa legge non avrebbero incastrato le Bestie di satana
I carabinieri misero le cimici sotto l’automobile, mentre un indagato era sotto interrogatorio a Busto Arsizio e ascoltarono le sue ammissioni
Il decreto legge sulle intercettazioni è contestato anche per alcuni effetti perversi che produrrebbe sia alle investigazioni, sia alle informazioni sulle inchieste. Anche nella cronaca locale del Varesotto esistono esempi interessanti di che cosa stia accadendo. Il decreto, ad esempio, ha un passaggio che, dal punto di vista investigativo, appare incomprensibile: il divieto di piazzare microfoni per le intercettazioni in casa o in auto. E’ chiaro che se devi intercettare un capo mafia, forse è il luogo dove presumibilmente è alloggiato quello più adatto, oppure giova ricordare che Totò Riina, ad esempio, fu arrestato mentre si trovava in macchina nel centro di Palermo.
Una clamorosa intercettazione dentro l’auto del padre di un indagato contribuì a incastrare le Bestie di Satana. I carabinieri misero le cimici sotto l’automobile, mentre Pietro Guerrieri era sotto interrogatorio a Busto Arsizio. Quando uscì dalla caserma il padre gli chiese, nell’abitacolo, se davvero qualcuno avesse preso a martellate i poveri Fabio Tollis e Chiara Marino e il ragazzo ammise che le martellate c’erano state. Con questa legge sarebbe stata inutilizzabile una prova assolutamente decisiva.
Un altro punto scottante riguarda la possibilità di parlare delle inchieste durante la fase delle indagini preliminari. Va ricordato che oggi non c’è una libertà assoluta di pubblicazione e che gli atti sono segreti fino a che non vengano forniti a disposizione delle parti; da lì in poi si possono riferire e l’opinione pubblica ha il diritto di conoscerli. Ebbene, il decreto, nel suo intento originario chiedeva di mettere la sordina, prima dell’udienza preliminare, a tutte le notizie sull’inchiesta. In questo modo, ad esempio, avremmo saputo, nel 2005, che l’allora sindaco di Varese Aldo Fumagalli si era dimesso ma ancora oggi non sapremmo che era stato indagato per un caso di peculato che ancora oggi non è approdato all’udienza preliminare.
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