Se il ginocchio funziona, James Thomas è della Cimberio

Il pivot ex Fortitudo e Teramo passerà due giorni tra laboratori medici e palestra per valutare i postumi di un infortunio Trent'anni, eccellente rimbalzista, lascia qualche dubbio tecnico-tattico

La firma non c’è ancora, ma James Thomas è a due giorni di lavoro dal diventare il nuovo pivot della Pallacanestro Varese. Americano, nato nel 1980 nei pressi di New York, una trentina di partite sui campi della NBA tra Portland, Atlanta, Philadelphia e Chicago, il lungo è già stato protagonista in Serie A con le maglie di Fortitudo e Teramo.
Thomas sarà da oggi in città: dopo l’atterraggio a Malpensa nel pomeriggio il giocatore raggiungerà il Campus per una serie di approfondite visite mediche mentre sabato sarà a disposizione del preparatore atletico Marco Armenise per una serie accurata di test fisici. Tanta cautela è presto spiegata: dopo una manciata di partite con la maglia di Teramo, nell’autunno scorso, Thomas si è dovuto fermare a causa di un infortunio al ginocchio, ovvero un’infiammazione tra rotula e femore resa più ostica da una cisti.
In Abruzzo tra club e atleta sorse una diatriba sulle terapie da seguire e alla fine prevalse la tesi del medico personale del pivot, ovvero quella di seguire una serie di terapie senza ricorrere all’intervento chirurgico. Thomas, una volta uscito dal contratto con Teramo, è tornato ad allenarsi con una squadra universitaria, quella di Siena College nello stato di New York, e di recente si è visto in campo in alcune Summer League.
La prudenza però non è mai troppa: Varese ha proposto a Thomas di sottoporsi a una serie di test preventivi e, in caso di ingaggio, si cautelerà con una clausola ad hoc nel contratto.
Dal punto di vista tecnico, la qualità migliore del lungo newyorchese è sicuramente la predisposizione al rimbalzo. In carriera ne ha sempre garantiti a bizzeffe e pure in una squadra come la Fortitudo ha viaggiato a 11,4 e 9,7 di media nelle due stagioni giocate. Qui però iniziano anche le note dolenti, perché per catapultarsi sotto canestro – dice chi lo ha seguito da vicino a Bologna – Thomas lascia grandi spazi in difesa sia sul proprio uomo sia, soprattutto, sugli aiuti. «Giocatore condizionante per l’assetto della squadra» è il giudizio più ricorrente su di lui, anche perché in attacco non è certo un’ira di Dio pur viaggiando a cavallo della doppia cifra e dunque non "restituisce" quello che concede in difesa. Certo, le nuove regole in vigore dalla prossima stagione potrebbero favorire le sue caratteristiche migliori e inoltre a Varese si fa leva sulla sua voglia di rivalsa dopo una stagione pressoché di stop.
Nulla da dire invece sull’impegno e sulla serietà: nell’ambiente Fortitudo sotto questo punto di vista si ricordano ancora di prestazioni clamorose nonostante fratture o malori in corso.

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Pubblicato il 16 Luglio 2010
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