“Le maestre sono in classe ma i bambini non entrano, perché?”

Lo domanda un genitore che a causa dello sciopero non ha potuto portare suo figlio a scuola nonostante la presenza degli insegnati

“Le insegnanti sono in classe ma i bambini non possono entrare perché c’è sciopero. Ma quindi, visto che le maestre erano a scuola, chi sta facendo sciopero sono i bambini delle elementari. Non mi meraviglio se domani troverò scritto sui giornali che lo sciopero è stato un successo perché più della metà delle classi sono rimaste a casa”. Se gli insegnanti sono a scuola dunque, perché gli alunni non possono entrare? È la domanda che pone a VareseNews una mamma di Venegono Inferiore nella giornata della protesta contro i tagli voluti dal ministro Gelmini. Quanto racconta questo genitore ci è stato confermato dalla dirigente scolastica dell’istituto comprensivo Marconi (che raggruppa la Scuola Primaria "A. Manzoni" e la scuola Secondaria "E. Fermi" a Venegono Inferiore e la scuola Primaria "G. Marconi" e la scuola Secondaria "A. Ferrarin" di Venegono Superiore). Le abbiamo chiesto di spiegare le ragioni della sua scelta:  «Decidere cosa fare in caso di sciopero non è mai semplice – spiega Caterina Scarabelli – e la legge attuale purtroppo mette in difficoltà i dirigenti e le famiglie mentre non crea alcun disagio al ministero. E principalmente per un motivo: fino al giorno stesso della mobilitazione non si sa con certezza chi aderirà o meno alla protesta. Perciò non posso garantire né le lezioni né la vigilanza sui bambini. Alcuni giorni prima dello sciopero, come previsto dalle norme che lo regolano, ho inviato il documento ufficiale nel quale ogni docente deve dichiarare se aderisce, non aderisce oppure “prende visione”. La maggioranza degli insegnanti – continua la dirigente – ha firmato quest’ultima opzione e, di conseguenza, non manifesta le sue intenzioni. Non sapendo quanti insegnati sarebbero stati effettivamente a scuola ho deciso di far venire solo alcune classi, quelle dove ero certa di garantire almeno la presenza di alcune maestre. Hanno ragione i genitori a lamentarsi: la cosa che sconcerta è vedere gli insegnanti a scuola. Dobbiamo dire inoltre che il docente può cambiare idea anche il giorno stesso dello sciopero. La normativa è molto garantista rispetto ai diritti degli insegnanti. Non fa altro che mettere in difficoltà i dirigenti e le famiglie. Riguardo ai dati nazionali di adesione allo sciopero – precisa infine Scarabelli – devo ricordare che sono quelli reali, cioè di chi dichiara ufficialmente di partecipare. Il risultato? Si crea solo disagio alla scuola e il ministro nemmeno lo sa».

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Pubblicato il 08 Ottobre 2010
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