Lo scherzo di Vescovi: “Vogliamo la finale”
Presentata a Villa Recalcati la rinnovata Pallacanestro Varese. Consorzio a quota 31 soci. Collins è ormai un ex, si avvicina Slay tra qualche perplessità
Su il sipario, tra dieci giorni si comincia a fare sul serio. E allora la presentazione ufficiale della Pallacanestro Varese andata in scena questa mattina (mercoledì 6 ottobre) a Villa Recalcati è stata una sorta di posizionamento sui blocchi di partenza, prima di una stagione da vivere con il cuore in gola. Il cuore che è anche il simbolo scelto per un’avventura nuova a livello societario, guardata con curiosità anche a livello di LegaBasket vista la gradita presenza del presidente Valentino Renzi (a destra nella foto sotto, con Roberto Cimberio), giunto da Bologna per tenere a battesimo la squadra e il rinnovato club di cui Cecco Vescovi è divenuto il presidente.
BATTUTE E SPERANZE – Villa Recalcati porta con sé una molteplice valenza: il nome richiama fatalmente quello dell’uomo cui è stata delegata la guida tecnica, il Charlie Nazionale richiamato a vestire il biancorosso dopo undici anni dall’ultima volta, quando con lui Varese centrò il decimo titolo. E guarda caso allora fu proprio la sede della Provincia a ospitare la presentazione dei Roosters, in una memorabile giornata in cui Edo Bulgheroni sorprese tutti pronunciando la parola "scudetto" e venne preso per visionario. Un ricordo emerso anche oggi, quando Vescovi ha fatto la battuta («A questo punto, voglio la finale, un piazzamento minore sarebbe un fallimento») e Recalcati è stato al gioco ripensando a quell’estate 1998 («Visto quel che disse allora Bulgheroni, non mi fa impressione la richiesta di Cecco. Però quel giorno c’era la Colombari…»). Scherzi, ci mancherebbe altro, ad alleggerire l’ambiente e a guardare al futuro con serenità: massacrarsi di paure e timori adesso sarebbe solo controproducente, pensare positivo è il primo passo per fare bene. Certo, chi non nasconde le ambizioni è Roberto Cimberio, il main sponsor, che dopo tre anni di emozioni alterne («una retrocessione, una promozione e una salvezza») punta apertamente le speranze verso la zona playoff.
IL CASO DEL PIVOT – Prima però, c’è senz’altro da sistemare qualcosa all’interno della squadra. A Villa Recalcati non si è infatti visto Dwayne Collins, il giovane pivot americano dal ginocchio ballerino che a questo punto è da considerarsi virtualmente tagliato. Si andrà alla transazione con i suoi agenti, con due controparti arrabbiate ma anche coscienti che la cosa migliore è trovare un accordo senza danni. E poi ci sarà da trovare il sostituto: il nome che circola è quello di Ron Slay che continua a non accendere la fantasia di coach Carlo Recalcati. Motivi di costruzione della squadra, sia chiaro, non di preclusione verso un giocatore di sicuro valore («meglio uno buono che un brocco, e Collins brocco non sarebbe» puntualizza l’allenatore); motivi anche di preoccupazione dal punto di vista burocratico. Se Slay sarà lo vedremo nell’immediato futuro, perché di altre strade al momento non se ne percorrono.
QUOTA 31 – L’aspetto nuovo, il cambiamento più evidente rispetto al passato è comunque quello dell’assetto societario. Molti aderenti al consorzio erano presenti in sala a dimostrare la voglia di stare vicino a tecnici e giocatori: ai diciotto fondatori si sono aggiunti come promesso altri nomi fino a toccare quota trentuno (con capofila il presidente del Varese, Rosati), numero destinato a salire ancora. «Altre trattative sono in fase avanzata, il primo obiettivo dei quaranta soci è realizzabile» spiega infatti Michele Lo Nero (nella foto con Dario Galli) a margine di un intervento in cui ha parlato chiaramente di famiglia. «Quella dei Castiglioni va nuovamente ringraziata per quanto ha fatto. Ora ne è nata un’altra, allargata, dove ognuno deve fare il proprio dovere. Una famiglia che ha una casa, Varese, e che qui vuole radicarsi sempre di più». Una casa comune dove, ricordiamolo, c’è sempre posto: agli assenti va ora la prossima mossa.
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