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“Su e giù al consultorio con i bambini in braccio”

Una mamma scrive: "Brave le operatrici dell'Asl di Gazzada Schianno ma la struttura non ha un ascensore e noi siamo costrette a lasciare giù i passeggini e fare le rampe con i piccoli in braccio". La risposta del direttore dell'Asl

"Cari amici di VareseNews, ho una bimba di 3 mesi e mi piacerebbe segnalare alle altre mamme la bravura e la serietà delle operatrici (ostetriche e infermiere) del consultorio familiare di Gazzada. Qui è possibile seguire i corsi pre-parto, incontri post-parto, massagio neo-natale e svezzamento. Ma vorrei anche lanciare un appello all’Azienda Sanitaria: possibile che in una struttura frequentata soprattutto da mamme con neonati non ci sia un ascensore? Noi mamme dobbiamo trasportare i nostri pargoli in braccio al primo piano rischiando di cadere e abbandonando i passeggini al piano terra! Sulle scale è previsto il montatore per carrozzine ma non è usufruibile dai passeggini.
Grazie e buona giornata a tutti!
Fiorella Perrone"

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L'Asl di Gazzada Schianno 4 di 6

Questo il messaggio che abbiamo ricevuto sulla pagina Facebook di Varesenews. Abbiamo fatto qualche verifica ed in effetti nella sede dell’Asl di Gazzada Schianno non c’è ascensore. Gli uffici sono distribuiti su due livelli: il piano terra e il primo piano. Al piano terra, al quale si accede dopo alcuni gradini, ci sono gli uffici per gli invalidi che possono usufruire di un montascale; il primo piano ha una rampa di scale in effetti più lunga ed "impegnativa" ma anche qui c’è un montascale. Di ascensori non c’è traccia.
La spiegazione ce l’ha data il direttore generale dell’Asl Pier Luigi Zeli: "Prima di tutto diciamo che la struttura è a norma – ha dichiarato – ma si tratta di uno stabile vecchio che abbiamo ristrutturato con l’aiuto del Comune di Gazzada che ci ha dato l’edificio in comodato gratuito. Non era possibile dotarlo di ascensori, né interni, né esterni. Abbiamo quindi messo ovunque i montascale. Certo le mamme con il passeggino non credo possano usarli, ma non ci sono molte altre alternative. Cercheremo di studiare qualche altra soluzione che possa venire incontro alle donne che usufruiscono del consultorio ma al momento non credo ci siano possibilità. D’altro canto la cosa più importante è che in provincia ci siano sedi di consultori in più paesi, affinchè la gente non debba spostarsi. Credo che il vero vantaggio, alla fine, sia questo".

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 08 Ottobre 2010
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