La “cessione” della biblioteca finisce dal Capo dello Stato
La minoranza compatta chiede l’intervento del Presidente per l’annullamento delle delibere e prepara altri esposti a Prefetto, Corte dei Conti e Procuratore della Repubblica
La biblioteca Frera finisce sul tavolo del Capo dello Stato. I sette consiglieri di minoranza (Gruppo Ulivo, Città Nuova e Unione Italiana) non ci stanno ad accettare la “cessione a titolo oneroso” dell’edificio alla Seprio Servizi. I consiglieri hanno quindi steso una lettera e presentato un vero e proprio ricorso al Presidente della Repubblica per ottenere la sospensione e l’annullamento della delibera, sottolineando che vi sarebbero delle violazioni del codice civile: «La sede della biblioteca civica, sede museale, sede di ufficio pubblico – spiegano – è un bene patrimoniale comunale non disponibile».
Vi è poi l’attacco al fatto che il ricavato della “cessione” servirebbe a estinguere un terzo dei mutui del comune: «C’è totale infondatezza della finalità relativa alla convenienza economica, in merito all’estinzione anticipata di mutui pari a 7 milioni di euro su un totale di 17 milioni di euro – spiegano -, oltre alla mancata dimostrazione di capacità e autonomia finanziaria da parte della Seprio Patrimonio Servizi srl che attualmente viene finanziata con trasferimenti di fondi da parte del Comune (canoni)».
La minoranza chiede quindi al presidente della Repubblica di intervenire «in quanto i provvedimenti impugnati possono creare danni irreparabili» chiedendo «l’emanazione urgente di provvedimenti cautelari a tutela del patrimonio comunale».
Inoltre le attività riguardo alla “cessione” della biblioteca non si fermeranno a questo intervento: «Secondo la procedura, sarà il Consiglio di Stato ad istruire la pratica ed esprimersi – spiegano i consiglieri di minoranza -, mentre il Capo dello Stato si limiterà ad un proprio Decreto Presidente della Repubblica per l’annullamento della deliberazione impugnata».
Nei prossimi giorni, inoltre, la minoranza aggiunge che, oltre a volantini informativi distribuiti in tutta la città, seguiranno: «Esposto al Prefetto in materia di controllo sugli atti; Esposto alla Corte dei Conti per la verifica di danno erariale (chiamati a rispondere la Giunta Comunale e i consiglieri comunali che hanno votato la deliberazione); Espoto al Procuratore della Repubblica per la verifica di rilievi penali in ordine all’operazione deliberata (chiamati a rispondere la Giunta Comunale e i consiglieri comunali che hanno votato la deliberazione).
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