Parisi: «Possiamo solo migliorare»

Prudente ma fiducioso il tecnico della Yamamay in vista della nuova stagione: “Forse ho allenato squadre migliori, ma questa la sento più mia”

Quando si tratta di tirare il freno a mano è sempre il numero uno, ma questa volta neanche Carlo Parisi riesce a smorzare del tutto gli entusiasmi del gruppo Yamamay. Dalle parole del coach, per il settimo anno alla guida della squadra bustocca, emerge prima di tutto prudenza, ma anche soddisfazione per l’impegno e la dedizione dimostrati dalle giocatrici nel lungo periodo di preparazione: “Mi aspetto una grande stagione – dice Parisi – ma questo vale per tutti gli anni. Siamo convinti di voler far bene e limare il gap con le “grandi”; abbiamo caratteristiche diverse dagli anni scorsi, la squadra è ringiovanita, dispone di giocatrici molto interessanti e con buone prospettive. Certo, alcune atlete sono appena arrivate, ma le altre hanno avuto tutto il tempo necessario per conoscere bene la società, l’allenatore, la palestra”.

Sarà anche, per la prima volta, una squadra con tante alternative a disposizione: un vantaggio o un problema? “La lunghezza della panchina è senz’altro stimolante, di volta in volta potremo scegliere tra tre attaccanti o tre centrali importanti, senza dimenticare Kim e Valeriano. Naturalmente dovremo imparare a gestire al meglio le diverse partite e le giocatrici dovranno essere in grado di capire lo spirito del turn over”. Come già accennato, il gruppo si è completato soltanto negli ultimi giorni, una situazione che richiederà un periodo di rodaggio più lungo del solito: “Ci sono tante cose da assorbire – conferma Parisi – un nuovo gruppo, un nuovo tipo di preparazione fisica dopo l’arrivo di Ezio Bramard. Havelkova e Havlickova vengono da un mondiale sfiancante e anche Crisanti ha faticato parecchio, devono lavorare per recuperare, ma non possono fare tutto in una volta. Non è facile dire quando vedremo la Yamamay al meglio, però penso che nel frattempo l’entusiasmo possa far passare in secondo piano queste difficoltà”. Da quest’anno con la società bustocca lavorerà anche il mental coach Omar Beltran, una novità assoluta anche per Parisi: “Vale lo stesso discorso fatto per le giocatrici – commenta il tecnico – anche lui deve avere tempo per capire le persone, procedendo a piccoli passi. Non è una figura che risolve problemi: aiuta le atlete a conoscersi meglio, dando loro gli spunti per affrontare da sole la gestione delle emozioni. Un lavoro lento, ma di qualità”.

Sul piano tecnico il precampionato della Yamamay è stato senza dubbio soddisfacente: “Certo, le ultime gare sono state più impegnative delle prime – conclude il coach – ma tutto sommato è stato un vantaggio poter affrontare sfide di difficoltà progressiva. Aver ottenuto la qualificazione ai quarti di Coppa Italia è importante, perché ci toglie un peso per la prima parte della stagione. Le ragazze hanno lavorato bene e sono contento: in prospettiva possiamo solo migliorare”. E nemmeno quando gli si chiede se questa sia la migliore formazione mai allenata in carriera l’allenatore calabrese si lascia andare: “Be’, le giocatrici che ho avuto a Chieri non erano male… ma questa squadra la sento decisamente più mia”.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 25 novembre 2010
Leggi i commenti

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di VareseNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.

Segnala Errore