Sant’Anna fra sottopassi fantasma e termosifoni “a manetta”

Il progetto esecutivo del sottopasso ferroviario verso il Sempione presentato a RFI. Novità in vista con i progetti per PoloTexSport; dal comitato di quartiere, infine, suggerimenti per il risparmio energetico nelle case

Sant’Anna al centro di discussioni, in consiglio comunale e non, negli ultimi giorni, fra opere infrastrutturali ancora ndi là da venire, progetti di imminente realizzazione a favore del settore tessile, e richieste di interventi sul sistema dei riscaldamenti che serve i palazzi del rione.

Il sottopasso fantasma

Che fine ha fatto il sottopasso di Sant’Anna? La domanda è legittima. L’opera è attesa da molti anni, e  dovrebbe ricollegare il rione all’estremo nord di Busto, lungo la via per Cassano, con la zona del Sempione, passando, appunto, sotto la ferrovia per Gallarate. A porre la questione in consiglio comunale era il consigliere Antonello Corrado. Il sindaco Farioli, dovendo in qualche modo spiegare la perdurante assenza del collegamento stradale, ha colto l’occasione per precisare i contorni nella vicenda. Prossimamente vi saranno riunioni di commissione per affrontare i nodi del piano delle opere. È un fatto che, come ricordava Corrado (e molte volte in precedenza il consigliere Grandi del PD), il sottopasso compaia da una decina d’anni in tutti i bilanci votati, «ma solo nell’ultimo è stata interamente finanziata» ammetteva il primo cittadino, «c’era e c’è tuttora un cofinanziamento di circa due milioni risalente a quasi un decennio fa». L’opera era stata prevista da lungo tempo in realtà, già nei piani delle opere «ciapparelliani», come dice Farioli non omettendo mai di riferirsi all’ex capo di lungo corso dell’ufficio tecnico quando c’è da parlare delle eredità pianificatorie. L’opera però risultava in quella prima formulazione molto più onerosa di quella come finanziata oggi: «Teneva conto di collegameti infrastrutturali nell’intorno che non sono realizzati e sono seriamente in discussione, tipo la tangenziale o secante ovest». Il sindaco si era posto e aveva posto esplicitamente la questione se nel contesto del nuovo Piano urbano del traffico il sottopasso servisse. Si è concluso di sì: «è ancora essenziale, non più nel quadro ciapparelliano, ma in quello dei collegamenti con MalpensaFiere e per decongestionare il traffico destinato alla zona industriale del Sempione».
L’opera è finanziata, e il progetto esecutivo, non più legato alla tangenziale-secante che non si farà (o meglio si farà in altra veste, come viale della "spina verde") «è stato sottoposto quattro giorni fa ad Rfi». I rapporti con la società ferroviaria sono stanto necessari quanto difficili. Rfi e Comune dovranno firmare una convenzione: e Busto vuole, ribadisce Farioli, evitare di essere costretta a pagare a Rfi il disturbo. Anzi: considerando che è in vista il triplicamento della Rho-Gallarate, e ci saranno disagi per Busto, il Comune chiederà di non dover sborsare nulla, a compensazione del suo disturbo futuro. Difficile pronosticare i tempi: nulla ha detto il sindaco, ma ipotizzare lavori entro l’anno prossimo appare già ottimistico.

Sant’Anna "tessile"

Martedì sera il sindaco Farioli e alcuni assessori avevano incontrato i pensionati frequentatori della struttura del centro sociale di sant’Anna per dissipare le perlessità su un importante progetto. Tema dell’incontro era l’adeguamento dell’adiacente sede del Centro Tessile Cotoniero (Centrocot) per le esigenze del progetto PoloTexSport (Polo dell’abbigliamento sportivo di eccellenza). Queste prevedono la realizzazione di alcuni lavori a interessare l’edificio di piazza sant’Anna, civico 2, coinvolgendo anche l’area esterna del centro sociale stesso, ma con impatto ridotto. Tecnici di Agesp, con Piero Sandroni per il PoloTexSport e Gabriella Fusi del Centrocot avevano esposto il progetto. A ridosso dell’edificio di Centrocot sorgerà un prefabbricato coibentato che ospiterà i macchinari necessari per testare e certificare tessuti e capi confezionati. La struttura comprenderà anche un ambiente predisposto come torre di lavaggio “Rain Tower”, destinato all’attività di “test di resistenza alla pioggia” dei capi. I lavori inizieranno entro fine novembre.

La questione dei riscaldamenti

C’è infine un vecchio problema, quello dei riscaldamenti. A Sant’Anna il sistema è "sovietico" e centralizzato: un’unica centrale, accanto al centro sociale, serve i palazzi circostanti. C’è chi d’inverno vive a diciassette gradi,e  chi ai piani alti spalanca le finestre a gennaio per il caldo. Franco Cascio, il pensionato che fa da portavoce al locale comitato di residenti, riferisce che centro sociale e caldaia sono di Aler, e lamenta che il Comune «spende 17mila euro ogni anno per emettere 35 tonnellate di CO2 in atmosfera» per un centro sociale «in cui ormai restano tre associazioni in croce, che lo usano pochi giorni l’anno. L’ho detto in assemblea, perorando l’impiego del conto calorie (ossia del riscaldamento semiautonomo, cioè regolabile nelle singole unità abitative) e sono stato attaccato pesantemente da chi non la pensava come me. In quel centro va messo il conto calorie nei locali ancora utilizzati, e gli altri restino a cinque gradi. Tra l’altro il conto calorie sarà obbligatorio l’anno prossimo per disposizione regionale. Si tenga presente che a Sant’Anna paghiamo ancora il riscaldamento in metri quadri, un’assurdità! Semmai a millesimi o a chilowattora. Sui consumi, lasciamo perdere: avete presente le classificazioni energetiche recenti, dalla A alla G, con l’ultima che significa 16 metri cubi di metano per metro quadro l’anno?  Be’, noi avremmo la H… se ci fosse, siamo a 18-19. Con un intervento semplice, poche migliaia di euro che si ammortizzerebbero senza far pagare un centesimo in più a nessuno, si avrebbe un risparmio energetico. Purtroppo riscontro dell’ostilità dall’attuale gestione».

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 12 novembre 2010
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