Il contributo della Valle Olona al Risorgimento, ieri… e oggi
Manifesti e proclami originali, delle Cinque Giornate ma anche di Garibaldi: Mario Colombo (Anpi Gorla Minore) sta organizzando delle mostre "anche per evidenziare il ruolo misconosciuto della nostra Valle"
I 150 anni dell’unità d’Italia suscitano, oltre alle note polemiche tra arci- e anti-italiani, e i relativi sospiri dei tanti, che come il signor G. "non si sentono italiani, ma per fortuna o purtroppo lo sono", varie iniziative grandi e piccole un po’ ovunque. Anche in Valle Olona Comuni e associazioni si danno da fare: e c’è chi, piccolo, fa molto, si veda ad esempio Solbiate Olona, "premiata" con medaglia dallo stesso Capo dello Stato. L’interesse storico e antiquario nelle elebrazioni è però indubbio: si va a riesaminare un secolo chiave e ricco di spunti come l’Ottocento, fondativo, oltre che dello Stato italiano, della modernità europea con tutte le sue contraddizioni.
Restano in Valle Olona, merita uno sguardo anche la mostra organizzata da Mario Colombo, presidente di Anpi Gorla Minore. Lo avevamo "incontrato" già qualche anno fa come possessore di una preziosa raccolta di testimonianza storiche, fra cui tre lettere-dispaccio autografe di Giuseppe Garibaldi risalenti alla campagna dei suoi Cacciatori delle Alpi del 1859, proprio nel Varesotto.
La mostra esibisce manifesti o proclami appartenenti alla collezione di Colombo e risalenti alle Cinque Giornate di Milano del 1848 – dieci pannelli di cm 100 x 70, contenenti un totale di dieci manifesti originali d’epoca. È stata esposta per la prima volta nel novembre scorso alla mostra organizzata dal CIFR (centro italiano filatelia resistenza) presso la Scuola Militare Teuliè di Milano; sarà esposta nuovamente dal 22 marzo presso la biblioteca comunale di Castellanza, il 25 aprile presso il palazzo dell’Immacolata a Gorla Maggiore e il 2 giugno presso villa Durini a Gorla Minore dove si concentrerà una festa dedicata ai 150 anni. Vi sono poi altre richieste, fa sapere Colombo, che si stanno valutando. La mostra è gia stata richiesta da varie sezioni Anpi della zona: fra i "pezzi" esposti il manifesto di Daniele Manin del 1° aprile 1848 che (ri)fondando la Repubblica di San Marco "indica come colori da adottare il tricolore italiano". Altri manifesti come detto riguardano le Cinque Giornate di Milano – " come si nota gia lì nei primi giorni si chiede l’unità delle forze e si invita a pensare dopo la vittoria ai problemi politici" – l’ultimo pannello poi reca un proclama del 1859 di Garibaldi, indirizzato ai comaschi – un invito per arruolarsi "all’inizio della Seconda guerra di indipendenza che porterà all’unità nazionale".
"Ho messo a disposizione dei manifesti o proclami appartenenti alla mia collezione" spiega il rappresentante di Anpi, "anche per evidenziare il contributo a tutt’oggi sconosciuto dato da uomini della nostra Valle Olona al movimento rivoluzionario per l’Unità d’Italia. Lo si vede dalle firme su i manifesti, come quella di Giulio Terzaghi marchese di Gorla Maggiore e Minore, quella del conte Giuseppe Durini di Gorla Minore, morto in esilio a Novara nel 1850 e sepolto poi nella sua Gorla; o dell’avvocato Francesco Restelli di Olgiate Olona, che fu capo del comitato di difesa durante le Cinque giornate; consigliere comunale di Olgiate nel 1865, fu vicepresidente della Camera e poi Senatore del Regno, mori nel 1890 e riposa nel cimitero di Olgiate". La voglia d’Italia a quel tempo coinvolse dal borghese all’aristocratico, fino al popolano: il dominio straniero era ormai inviso e sgradito.
Il contributo fu di uomini e mezzi: "molte delle armi usate per l’insurrezione di Milano" spiega Colombo "vennero portate clandestinamente dalla Svizzera dai contadini del conte Durini, date al Restelli e portate da Olgiate a Milano da olgiatesi dipendenti di casa Restelli. Sul Restelli si trova una ampia descrizione negli scritti di Antonio Monti presso il Museo del Risorgimento di Milano". Restelli andò in seguito in esilio a Lugano, come tanti altri fuggiaschi dalle severe repressioni dell’anziano maresciallo Radetzky, fu ospite dai conti Ciani, "da li organizzò ed armò diecimila uomini creando la guardia nazionale da inviare a combattere con le truppe piemontesi"
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