Inquinamento e qualità della vita: “Usciamo dall’emergenza”
Giovanni Pignataro, segretario del Pd , propone di immaginare una città diversa: "basta emergenza, servono scelte su mobilità e riscaldamento". E spiega perché può creare lavoro ed economia

Tre sono i fronti su cui il segretario del Pd vorrebbe lavorare in futuro: la mobilità, la green economy e l’efficienza energetica, la sensibilizzazione sul tema.


Secondo fronte, quello dell’energia e del riscaldamento, che per Pignataro può diventare occasione di sviluppo: «Serve una campagna di ristrutturazione degli immobili, per rinnovare gli impianti di riscaldamento non solo verso il metano meno inquinante del gasolio, ma anche verso il solare e il geotermico». E questo potrebbe diventare un settore economico da sviluppare a livello locale, «formando anche le aziende edili nella direzione delle ristrutturazioni e dell’efficienza energetica, innescando un meccanismo virtuoso, che garantisca lavoro senza consumare territorio». A Gallarate si era iniziato anche con un progetto di teleriscaldamento targato Amsc, ma si è arenato: è il caso di andare avanti? «Purtroppo l’azienda oggi non se lo può permettere, ma questo è un altro argomento. Il progetto però è assolutamente valido, va nella direzione giusta». Naturalmente Pignataro vorrebbe anche interventi più immediati: «serve una una responsabilizzazione degli amministratori condominiali e controlli veri sulle temperature nei condomini, che a volte sono troppo elevate: a 20° si sta bene, non è una rinuncia».
E da ultimo il segretario del Pd, che promette di sostenere «con forza» la riflessione sul tema dela qualità di vita ambientale, chiede di lavorare anche sulla «sensibilizzazione» della popolazione: «Oggi un po’ tutte le amministrazioni, non solo quella di Gallarate, nascondono il problema, non ne parlano. Invece bisogna fare capire la questione: iniziamo per esempio a usare i pannelli luminosi sulle strade per mostrare la qualità dell’aria ogni giorno. Facciamo campagne per spiegare gli effetti dell’inquinamento. Spieghiamo anche la mobilità dolce non è una rinuncia, una fatica, ma un’occasione in più». Che spesso conviene anche economicamente e come tempo.
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