Primo viaggio fuori dal sistema solare con il Gat
Lo scorso novembre una macchina tecnologica è riuscita per la prima volta ad uscire definitivamente dal Sistema Solare: lunedì serata a tema degli astronomi tradatesi
La caccia del Gruppo Astronomico Tradatese agli eventi spaziali più peculiari non finisce di stupire. Lo scorso Novembre una macchina tecnologica è riuscita per la prima volta ad uscire definitivamente dal Sistema Solare: immediata è stata la decisione degli astronomi tradatesi di dedicare all’evento una apposita serata pubblica.Lunedì 7 Febbraio 2011, al CineTeatro P.Grassi il Giuseppe Bonacina, esperto di relazioni Sole-Terra ed uno dei più fedeli collaboratori del GAT, parlerà infatti sul tema: Un fantastico viaggio ai confini dell’eliosfera, che altro non è che il confine vero del Sistema Solare. L’affascinante storia che Bonacina racconterà in ogni dettaglio parte da lontano, da molto lontano. Precisamente dai mesi di Agosto e Settembre ’77 quando la NASA lanciò le sonde Voyager 1 e 2. Il Voyager 1 raggiunse Giove Marzo ’79 e Saturno nel Novembre ’80, mentre il Voyager 2 riusci a compiere un’ impresa leggendaria: quella di avvicinare prima Giove (7 agosto ’79), poi Saturno (26 Agosto ’81), poi Urano (24 Gennaio ’86), infine Nettuno (25 Agosto ’89).
Dopo i loro epici incontri spaziali i due Voyager sono stati posti nella cosiddetta fase di VIM (Voyager Interstellar Mission), nella speranza che potessero attraversare tutta l’eliosfera (ossia la regione dominata dal vento solare) e raggiungere lo spazio interstellare. C’era pure la speranza che, grazie alla presenza a bordo di batterie nucleari al Plutonio radioattivo, le navicelle potessero continuare a vivere anche al di là dell’eliosfera, ossia nella regione completamente sconosciuta dello spazio interstellare. Nessuno poteva sapere a priori a quale distanza la gravità del Sole cessa di dominare il Sistema Solare, quindi, nessuno poteva sapere se e quando le due Voyager sarebbero sfuggiti definitivamente dall’influenza solare. Nei mesi scorsi, però sembra il Voyager 1 abbia effettivamente raggiunto questo obiettivo (ossia lo spazio interstellare) a 33 anni dalla partenza da Terra : si trovava alla strabiliante distanza di 17,4 miliardi di km (più o meno tre volte la distanza di Plutone) e gli strumenti di bordo si sono accorti che il vento di particelle emesse dal Sole in ‘uscita’ si era praticamente azzerato, lasciando il posto ad un nuovo flusso di particelle, questa volta in ‘entrata’, quindi proveniente dalle stelle più vicine.
Tra circa 40.000 anni il Voyager 1 passerà a circa 1,6 anni luce dalla stella AC+793888. Per contro il Voyager 2, tra 8600 anni passerà a 4 a.l. dalla stella di Barnard. Proprio in questa prospettiva, è stato deciso di inserire a bordo dei due Voyager un disco contenente un messaggio in codice che li rendesse facilmente riconoscibili nell’ ipotesi, assai remota ma non impossibile, che il loro girovagare li porti a contatto con qualche civiltà simile alla nostra. L’idea di base fu quella di organizzare il messaggio sulla base delle informazioni più caratterizzanti della civiltà terrestre: tra queste, un posto fondamentale venne riservato alla biologia molecolare, ai risultati presenti e passati della cultura umana, alle emozioni ed ai sentimenti.
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