Il sogno unitario di Palazzo e le politiche sociali
Il consigliere comunale fuoriuscito da Uniti per Castellanza continua a battere la strada della lista "Io amo Castellanza" e propone la sua ricetta sui servizi sociali: «Tagliamo cultura e opere pubbliche, prima il sociale»
Michele Palazzo cita anche la storia di Salvatore Genovese nel suo incontro con la stampa nel quale annuncia che proprio i servizi sociali sono il settore in cui un’amministrazione comunale deve investire. Il consigliere comunale, dopo aver definitivamente abbandonato il progetto civico di Uniti per Castellanza, rilancia la sua proposta unitaria (Io Amo Castellanza) che, però, non sembra essere accolta con favore dalle tante realtà civice cittadine: «Noi poniamo questo punto come prioritario perchè la politica con la "p" maiuscola deve avanzare proposte per superare questi vecchi e nuovi egoismi – spiega Palazzo – dialogando e ragionando con i morosi nelle case popolari, ad esempio, è possibile trovare ragionevoli soluzioni senza fare di tutta l’erba un fascio, come ha proposto la Lega con l’assessore Galli».
Palazzo si riferisce all’azione messa in campo dall’assessore al bilancio per recuperare gli affitti arretrati di chi non paga: «Ad esempio noi proponiamo la convivenza di più persone bisognose che vivono ognuna per conto proprio o che vivono in appartamenti troppo grandi». Palazzo chiede di accertare, analizzare e, quindi, aumentare la spesa sociale dell’amministrazione: «Ad esempio una volta che il piano anticrisi ha esaurito i suoi effetti decine di persone sono state lasciate sole dopo i primi aiuti economici – ricorda Palazzo – mentre poi si è continuato a gestire i servizi con logica clientelistica».
Per aumentare le spese sociali Palazzo e la sua lista pensano che sia necessario «tagliare tutto ciò che è superfluo, partendo dalle manifestazioni inutili come il Palio de la Castellantia ma anche alcune opere pubbliche». Una ricetta rischiosa che Palazzo intende riproporre alle altre liste civiche come "Impegno per la Città" di Maria Grazia Ponti e "Castellanza nella Trasparenza" di Langè. Palazzo, però, è consapevole del rischio polverizzazione se ognuno andrà per conto suo: «Ci ritroveremo con sette liste e sette candidati sindaci se non ci uniamo, a quel punto i giochi sarebbero aperti per tutti».
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