Pignataro: “Nessuna lezione di democrazia da chi si autoassume”
Il segretario del Pd risponde a Nino Caianiello: "non abbiamo mai parlato di giustizia e di processi". Bordate anche a Patrini e a Mucci: "avrà il tempo per il lavoro a Sondrio e per la sua lista?"
«Da Caianiello non prendiamo lezioni di democrazia. Potrebbe darci lezioni di spartizione di potere, ma non ci interessa». Così il segretario del Pd Giovanni Pignataro risponde al plenipotenziario del PdL Nino Caianiello, che ha accusato l’opposizione di essere antidemocratica: «la sua autoassunzione, la nomina di Massimo Bossi a vicesindaco non eletto non sono esempi positivi». E allo stesso modo il segretario democratico non è disposto ad accettare l’accusa di «portare cementificazione»: «sono accuse ridicole, quando vengono da chi ha massacrato il territorio per anni. Ridicole, se non fossero seri: invece è vergognoso perché ci credono. Basta andare in via Fogazzaro, al Fare, in a Monte San Martino a Crenna per vedere l’urbanistica secondo Caianiello. Di piazza Risorgimento non parlo, è riservata solo a chi è coraggioso e in salute».
Al di là della risposta piccata alle parole di Caianiello, Pignataro ostenta però sicurezza, di fronte allo scenaio che ha visto il PdL in affanno nelle ultime settimane, con il passo in consiglio comunale. E a Caianiello chiede di candidarsi direttamente e di evitare «di schierare controfigure, come il candidato ufficiale Massimo Bossi o quella Isabella Peroni di cui si parla in questi giorni». In ogni caso chiede anche di accettare la sfida a viso aperto. «Ma sia chiaro: noi fin da oggi chiediamo confronto tra Edoardo Guenzani e il loro candidato, con tempi e modalità predefinite. Anche se sappiamo che lui non è abituato a discutere alla pari, il talk show di lunedì ne è la dimostrazione».
Altro capitolo che sta a cuore al segretario del Pd è l’accusa di aver usato il tema giudiziario: «noi non tiriamo mai fuori processi. Basta vedere però le pagine dei giornali di questi giorni per vedere che la politica gallaratese è degradata. Ascoltando i dialoghi emersi in un processo, il presidente della sezione penale del tribunale Tony Novik si è chiesto dove siano le sedi dove si fa politica, rilanciamo la domanda». Per il resto, la richiesta è semplice: «Caianiello si difenda nei processi, come altri hanno fatto prima di lui».
Ultimo affondo, però, Pignataro lo riserva a Luigi Patrini, «l’amico Luigi Patrini»: «ha una gran paura di perdere, se si allea. Fu lui a sollevare pochi mesi fa la questione del potere a Gallarate, quando parlò di scelta problematica e turpe di fronte all’autoassunzione di Caianiello. Evidentemente la turpitudine può sedere allo stesso tavolo, se oggi si allea».
Una coalizione, accusa Pignataro in cui ci si allea, «per paura di perdere», «persino con le ali estreme, con la Destra che fa riferimento a ideologie del passato remoto, di un periodo deprecabile». E la lista Mucci? «Scopriamo che non è ancora certa. Io auguro all’ex sindaco un buon esito della professione a Sondrio, mi domando come può guidare una lista civica. Evidentemente la fame di cadreghe non ha fine».
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