Camera di Commercio sposa l’idea della Rettrice Pierro: “Gli studenti universitari tornino nel centro di Varese”
Il Presidente Vitiello sostiene l'idea della rettrice per "rivitalizzare il tessuto urbano e far sentire gli universitari parte di una comunità e di un territorio accoglienti"
Riportare gli studenti universitari in centro città a Varese. L’obiettivo annunciato dalla Rettrice dell’Insubria Maria Pierro, che vuole rivedere il piano di crescita dell’ateneo, incassa il supporto del Presidente di Camera di Commercio Mauro Vitiello: «È fondamentale far vivere la città ai tanti giovani che ogni giorno studiano nel nostro Ateneo. Questo permetterebbe di caratterizzare meglio il capoluogo come città universitaria con tutti i vantaggi che questo comporta. Riportare gli studenti nel cuore di Varese significherebbe, infatti, contribuire a rivitalizzare il tessuto urbano e far sentire gli universitari parte di una comunità e di un territorio accoglienti, nei quali possono immaginare di costruire anche il proprio futuro professionale. Come Camera di Commercio siamo pronti a fare la nostra parte affinché qualche facoltà torni in città».
Da anni, la crescita dell’istituzione accademica viene vista soprattutto nel quartiere di Bizzozero dove sono concentrati i maggiori investimenti edilizi. La presenza dell’istituzione accademica nel centro era visto come presidio di tipo culturale: l’ateneo aveva sottoscritto l’accordo di programma sulla riqualificazione di piazza Repubblica. Inizialmente era previsto uno scambio con Ats Insubria che avrebbe ceduto tutta l’area di via Rossi in cambio del collegio sant’Ambrogio. Un’idea poi tramontata per motivi tecnici: l’allora rettore Coen Porisini aveva annunciato la volontà dell’università di diventare un polo culturale, con la ristrutturazione della sede di via Ravasi aperta alla città per mostre, convegni, concerti.
L’annuncio della rettrice spariglia le carte e riapre a una nuova fase di progettazione di una città che potrebbe ritrovare gli universitari e accoglierli in spazi, al momento, ancora de definire anche se, assicurano rettrice e vicario, contatti sono in corso per spostare i corsi di area umanistica, quelli che hanno bisogno di meno infrastrutture laboratoriali.
L’idea ha trovato nel presidente di Camera di Commercio il primo sponsor ufficiale.
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