Caserma Garibaldi, la rettrice Pierro: “Non vorrei solo aule studio, ma corsi di laurea in centro a Varese”
La rettrice dell'Università dell'Insubria Maria Pierro torna sulla questione della Caserma Garibaldi e chiarisce la sua posizione, dopo la conferenza stampa del sindaco di Varese, Davide Galimberti dei giorni scorsi
La rettrice dell’Università dell’Insubria Maria Pierro torna sulla questione della Caserma Garibaldi e chiarisce la sua posizione, dopo la conferenza stampa del sindaco di Varese, Davide Galimberti dei giorni scorsi. Lo fa a margine della presentazione degli Stati generali della Ricerca.
Uno degli elementi che ha chiarito con più forza è che l’obiettivo che si è posta non è quello di ottenere semplici aule studio nell’ex edificio militare, ma di portare in centro città veri e propri corsi di laurea con attività didattica: «Avevo chiesto sin da subito, e l’ho sempre detto, se ci fosse la disponibilità della caserma, dato che era uno dei miei progetti» ha spiegato la rettrice nell’intervista video, ricordando che fu una scelta dei suoi predecessori, nel 2014, quella di non partecipare al progetto di rigenerazione dell’edificio. Una decisione che lei vorrebbe provare a riaprire.
Il sindaco Galimberti ha ribadito martedì scorso che la destinazione della caserma non cambierà rispetto a quanto già deciso e che verranno messe a disposizione degli studenti le aule studio. Una soluzione che Pierro considera «certamente un passo in avanti» ma che non corrisponde al suo progetto. «Io ho bisogno delle aule dove fare didattica e dove fare formazione. Il mio obiettivo è portare dei corsi di studio in centro alla città» ha precisato.
La rettrice ha in mente di lasciare a Bizzozero i corsi scientifici, che necessitano di laboratori e sperimentazioni, e di riportare in centro le materie umanistiche e giuridiche. Il progetto risponde a una duplice finalità: da un lato rendere più accessibile l’università agli studenti, grazie alla vicinanza alla stazione, dall’altro rivitalizzare il centro di Varese.
«Quando io sono arrivata in questa città, insegnavo proprio qui, in via Ravasi: c’erano centinaia di studenti che alla fine delle lezioni scendevano nella città e la popolavano. Mi piacerebbe rivederla così» ha concluso Pierro.
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