Da sei mesi dormono in auto, ora si accampano in Comune
Protesta di una coppia in difficoltà, rimasta senza casa e senza lavoro: i servizi sociali trovano una camera in comunità. L'assessore Silvestrini: "Soluzione provvisoria, affronteremo il caso"
Senza una casa e senza stipendio, vivono da sei mesi in automobile. Nella mattina di venerdì, soffocati dal caldo e dopo un nuovo controllo della polizia, si sono presentati in Broletto – sede del
Comune – e si sono accampati sotto i portici, per chiedere aiuto. I protagonisti sono due conviventi, lui 29 anni, lei 54, italiani, gallaratesi da alcuni anni: non hanno più reddito e da mesi vivono allo sbando, accampati in auto con le loro cose, chiedendo aiuto ai vari servizi della Caritas per vestiario e cibo. Più volte si sono rivolti ai servizi sociali, ma non si è riusciti ad ottenere un intervento. La polizia di Stato ha intercettato in diverse occasioni i due conviventi che vivevano in auto, fino all’ultimo episodio, questa notte: così questa mattina si sono presentati a Palazzo Broletto con un materasso e hanno minacciato di rimanere lì a oltranza, chiedendo un alloggio come condizione minima. Sul posto è intervenuta l’assessore ai servizi sociali Margherita Silvestrini, che insieme agli uffici ha trovato una sistemazione nella comunità alloggio Exodus a Cassano Magnago. «Si tratta sicuramente – dice l’assessore – di una coppia con necessità reali, già nella lista d’attesa per l’alloggio provvisorio, oltre che per edilizia residenziale pubblica». La loro posizione in graduatoria non era però sufficiente, perché i posti degli alloggi provvisori sono pochi e ci sono, ad esempio, le famiglie con minori o le mamme sole con figlio a carico che rappresentano – almeno in linea teorica – situazioni ancor più drammatiche. «Evidentemente quella individuata non può essere la sistemazione definitiva – conclude l’assessore – , ci siamo impegnati a rivederci lunedì mattina per pensare ad un intervento per una soluzione più stabile. Il caso è già noto, oggi abbiamo risposto ad una emergenza, lunedì verificheremo con attenzione la soluzione». Ed è solo uno degli esempi di un problema crescente, tra casi noti di disagio anche sociale (mesi fa due persone senza fissa dimora si erano introdotte di nascosto, cercando il riparo dal freddo) e casi più recenti e nascosti, legati alla perdita del lavoro e del reddito.
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