I consiglieri si presentano
Nel corso della prima serata anche il primo confronto tra i partiti. Pignataro (Pd): "Dobbiamo unire responsabilità e sogno". Bossi (PdL): "Faremo opposizione costruttiva"
C’è chi per la prima volta si ritrova sui banchi dell’opposizione e chi è emozionato solo per ritrovarsi per la prima volta nelle vesti di consigliere comunale. La prima serata di consiglio comunale è una occasione – speriamo non l’unica – di fare riflessioni davanti ai cittadini, senza cadere nella polemica che spesso fa capolino dalle parti della politica.
Massimo Bossi, il candidato sindaco del centrodestra, capogruppo del PdL parla con «un pizzico di emozione», anche per la sua condizione particolare («dalla maggioranza, alla giunta, all’opposizione: in 14 anni ho fatto il giro di tutto l’arco», scherza), e ringrazia Guenzani «per aver riconosciuto il lavoro fatto in questi anni, sempre con passione e amore per la città». Loda Alberto Lovazzano, dicendo che «il bilancio è in buone mani» e chiede di non disperdere il lavoro fatto, promettendo «opposizione costruttiva» e citando anche JFK. Guiderà il gruppo del PdL, con lui Germano Dall’Igna e Giuseppe De Bernardi Martignoni.
Il capogruppo del Pd Giovanni Pignataro fa un intervento in bilico tra cuore e ragione: «Io sento il peso della responsabilità», dice, e parla poi della necessità di «unire la responsabilità con il sogno» di una città più aperta e che sappia valorizzare le sue forze civili, guardando lontano.
Giovanna Bianchi della Lega Nord, dopo essersi complimentata con le donne assessore, promette che «la Lega Nord farà il suo lavoro fino in fondo, per rispetto di chi ci ha votati ma di tutti gli altri cittadini», con attenzione alta «alla salvaguardia dei principi dei nostri padri e dei nostri nonni e dei valori fondanti della nostra società: saremo inflessibili su alcune questioni».
Giovanna Quadrelli della lista civica sottolinea la forza dell’esperienza aperta di Città è Vita e la «comunanza d’intenti della coalizione, che si è mostrata anche nella fase di costituzione della squadra di governo». Una esperienza ricordata anche da Alessio Mazza di SEL, che ricorda l’occasione preziosa per «mischiare segni e semi di diverse culture politiche» e «raccogliere militanza civile per creare un nuovo campo di forze».
Edoardo Angotti dell’IdV auspica che «il concetto di rinnovamento e novità prosegua a tutto il livelli» (e il banco di prova a cui guarda è quello del rinnovo dei vertici di Amsc), cita De Gasperi ("c’è una grande differenza tra politico e statista, politico pensa alle prossime elezioni, statista alle prossime generazioni") e raccomanda attenzione alla polizia locale, di cui si occuperò direttamente il sindaco. E alla fine conclude Quintino Magarò, che riconosce che «è difficile pensare che [Guenzani] non sarà il sindaco di tutti».
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