La città abbraccia il nuovo consiglio comunale

Sala civica strapiena, oltre 300 persone, per la presentazione della giunta e dei consiglieri eletti. Guenzani ringrazia per primi i suoi predecessori, maggioranza e opposizione promettono dialogo e concretezza

In una serata ancora di pioggia, ci hanno pensato i cittadini a dare calore alla prima seduta del nuovo consiglio comunale: erano circa 300 le persone che si sono presentate a Palazzo Broletto per assistere alla presentazione della giunta di Edoardo Guenzani e della neoeletta assemblea civica. Una serata all’insegna del fair play e della correttezza, con un segnale di reciproca disponibilità al dialogo. Il neosindaco – subito dopo il giuramento con la formula di rito improntata alla fedeltà e lealtà alla Costituzione – ha detto che «agire per il bene di tutti i cittadini» sarà la frase che lo accompagnerà «costantemente» per tutto mandato. Guenzani ha ringraziato per primo chi lo ha preceduto, «chi ha guidato la nostra città per 10 anni» portando a compimento «molte opere e servizi, che hanno fatto di Gallarate un centro di prestigio assoluto in provincia di Varese». Oltre che a Nicola Mucci (non nominato direttamente), sindaco per 10 anni «entrato nella storia», il nuovo primo cittadino ha reso omaggio anche «a chi ha guidato la città per 5 mesi di fine mandato, Massimo Bossi, portando a termine un programma, anche oberato da una campagna elettorale non facile», senza dimenticare poi gli altri candidati sindaco. In apertura di consiglio Guenzani ha anche ricordato la figura di Gian Enrico, direttore del museo degli studi patri, direttore del museo della basilica, presidente della Pro Loco e professionista stimato.
Parlando delle sfide dei prossimi anni il sindaco ha poi detto che «è importante che i consiglieri comunali facciano una specie di gara nel proporre soluzioni per i problemi della città», superando anche i rigidi steccati delle «posizioni predeterminate». E di fronte al pubblico molto folto e partecipe ha ricordato come il primo e più importante compito sia «riconquistare la fiducia dei cittadini: è palese la disaffezione, espressa nell’astensionismo e nella fiducia dei partiti».

La prima fase è stata presieduta dal leghista Paolo Bonicalzi, il "consigliere anziano" (il più votato del partito più votato: «vi chiederete cosa ci fa un leghista alla presidenza del consiglio comunale», ha scherzato): presenti tutti i consiglieri eletti, con l’esclusione di Aldo Simeoni (PdL), già occupato per altro impegno. Convalidati gli eletti, prima dell’intervento del sindaco, si è passati alla votazione del presidente del consiglio e del suo vice, con un breve dibattito non privo di qualche asprezza. Il voto a scrutinio segreto ha alla fine indicato Marco Casillo con 18 voti, mentre Massimo Bossi ha ottenuto 4 voti. «Cercherò di essere sempre equidistante con tutti i consiglieri e di essere di supporto per tutti i gruppi consigliati» ha detto l’ex capogruppo del Pd. Vicepresidente è stato eletto invece il leghista Matteo Ciampoli, supplente Praderio della lista civica (eletto dopo due votazioni). Nel corso della serata anche le valutazioni da parte dei diversi gruppi consigliari, improntate prevalentemente al dialogo e con una bella dose di entusiasmo e passione civile. Vale per le file dell’opposizione – con politici navigati come Giovanna Bianchi, Massimo Bossi (a destra nella foto, con il resto del gruppo del PdL) e Quintino Magarò – come per il centrosinistra, che ha come capigruppo (Giovanni Pignataro per il Pd, Alessio Mazza per Sel, Giovanna Quadrelli per la civica, Edoardo Angotti per IdV) tutte persone alla prima esperienza amministrativa a Gallarate. Un segnale che si accompagna alla voglia di partecipazione vista anche nella serata.

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Pubblicato il 18 Giugno 2011
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