Libri: passata la legge che “calma” gli sconti
E' stata approvata dopo anni di tentativi una norma che limita al 15% lo sconto massimo sui libri, "Una boccata d'ossigeno per le librerie indipendenti" commenta il presidente di Ali, Boragno
Dopo anni di tentativi, è stato approvato definitivamente il disegno di legge Levi sulla "Nuova disciplina del prezzo dei libri” che regolamenta e tutela il settore editoriale, fissando la percentuale massima di sconto sui libri al pubblico al 15% per chiunque venda al dettaglio anche per corrispondenza e per commercio elettronico e, ad esclusione del mese di dicembre, consente le campagne promozionali soltanto agli editori con sconti entro il 25% del prezzo di copertina.
Il provvedimento, approvato il 20 luglio 2011, entrerà in vigore a settembre, ed era particolarmente atteso dagli imprenditori che gestiscono librerie indipendenti, da anni schiacciati dalle aggressive promozioni della Grande Distribuzione. «Era da 15 anni che Ricky Levi, parlamentare del PD che si era preso a cuore la questione, provava a mandare in porto questa norma, che è in linea con la maggior parte dei paesi europei: ma ogni volta succedeva qualcosa. E’ stata molto dura arrivare all’approvazione». A parlare è Ludovico Boragno, presidente Ali (Associazione Librai Italiani di Confcommercio) per la provincia di Varese, presidente dei probiviri del Consiglio Nazionale Ali – e che per questa funzione ha fatto per lungo tempo la spola tra Roma e Busto Arsizio – nonchè uno dei pochissimi librai indipendenti in provincia. «In Francia e Germania, dove il prezzo è imposto, c’è uno sconto massimo del 5 per cento – spiega Boragno – La norma italiana perciò non è particolarmente "dura". E’ però una boccata d’ossigeno per le librerie: noi lavoriamo con ricarichi minimi, fare sconti del 20 o 30 per cento, come a volte fa la grande distribuzione, vuol dire uccidere i negozi specializzati. I punti di grande distribuzione questi sconti li "ammortizzano" con i prezzi di altri prodotti, le librerie – che hanno margini molto più bassi – no».
La questione non è semplicemente fatta di interessi contrapposti: «Noi vendiamo beni con un contenuto: quella di calmierare i prezzi e gli sconti non è una questione di una lobby contro un’altra. Semplicemente, essere trattati alla stessa stregua della fiera del bianco non è bello».
La norma appena approvata è stata giustamente considerata "una boccata d’ossigeno" ma non è niente di strutturale, in grado di rivoluzionare il settore. Come ci si può immaginare il futuro delle librerie? «Multitasking – conclude Ludovico Boragno – Fatte non solo di libri ma anche di altre cose: luoghi piacevoli, dove acquistare cose diverse o avere momenti di relax: come il caso della Feltrinelli che ha diversificato nel food, aprendo una focacceria all’interno di molti suoi negozi. Per seguire progetti del genere però ci vogliono metrature e spazi giusti: noi, per esempio ci siamo salvati come libreria perchè siamo diventati anche cartoleria, ma abbiamo fatto questa scelta tanti anni fa. Poi c’è chi ha invece uinserito nella sua libreria un caffè, chi ha pensato ad altro ancora. La tendenza comunque è dare più spunti possibili, che siano collegati con la carta e la cultura».
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