“Serve una nuova lista degli edifici da salvare”
Il consigliere comunale del Partito democratico Bellazzi torna sulla questione della salvaguardia del patrimonio architettonico di Busto dopo la demolizione della Cà Bianca: «Perchè non si ripetano errori»
Quello che è successo alla Cà Bianca di via Biancardi, angolo via Pisacane (foto in bassso), non dovrà più succedere. Con questo spirito che il consigliere comunale del Pd Walter Picco Bellazzi ha presentato una mozione da votare in consiglio comunale che indirizzi il sindaco di Busto Arsizio Gigi Farioli e la sua giunta sul tema. La palazzina che molti professionisti consideravano un liberty originale, infatti, è stata abbattuta perchè non faceva parte della lista di edifici di rilevanza storico-culturale salvaguardati dal vecchio piano regolatore ancora vigente a Busto. Picco Bellazzi osserva che «nel corso degli anni, nella nostra città sono stati demoliti numerosi edifici che avevano una valenza storica ed architettonica – sostiene e dunque – è necessario procedere ad una verifica e ad un aggiornamento dell’elenco degli edifici da salvaguardare rispetto all’elenco (solo parziale) degli edifici di pregio presente nel vigente PRG; Secondo Bellazzi «questa iniziativa è sicuramente utile all’elaborazione del futuro PGT che dovrà avere come base la salvaguardia della storia della nostra città, proiettandola verso il futuro»
Il consigliere democratico sottolinea, infatti, che vi sono numerosi edifici sicuramente importanti sotto il profilo storico, architettonico e ambientale per i quali è prevista la demolizione. Per questo chiede che la commissione edilizia e gli uffici comunali valutino con attenzione i progetti che hanno per oggetto la demolizione di un edificio, al fine di verificare se lo stesso ha una valenza storica o un pregio architettonico/ambientale tale da essere salvaguardato. Per il consigliere, infine, è interesse dell’amministrazione comunale stessa intervenire al fine di evitare che lo scempio che si è compiuto negli anni 60 – 70, continui anche negli anni 2000 con la demolizione degli pochi edifici che rappresentano la storia della nostra città.
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