Cimberio, gli ultras contestano squadra e società

Striscioni al palazzetto dopo la vittoria su Avellino: «I giocatori usciti senza salutarci: salteremo le prossime trasferte». No comment dai dirigenti

La bella vittoria di mercoledì sera contro la Sidigas Avellino è servita a mantenere la Cimberio tra le prime otto e quindi in lizza per la qualificazione alle finali di Coppa Italia. Molto si giocherà nella trasferta di domenica a Teramo ma il clima intorno alla squadra non è dei migliori per via di una contestazione piuttosto vivace portata avanti dagli ultras biancorossi.
«Non andremo in trasferta come abbiamo sempre fatto e proseguiremo la protesta anche nel prossimo incontro casalingo con Milano» fanno sapere i rappresentanti della Curva Nord (le sigle sono "Gioventù Biancorossa" e "San Fermo") che giovedì sera hanno esposto alcuni striscioni di protesta, compreso uno contro Diego Fajardo, già bersagliato da insulti nel dopo partita contro Avellino.

I FATTI – La frizione tra la frangia più calda della tifoseria, la società e la squadra è nata sul finire della nefasta trasferta di Cremona quando sono arrivati i primi fischi ai giocatori, autori di una cattiva prestazione. Al ritorno a Varese si è registrata qualche frizione quando il pullman è giunto a Capolago, dove i tifosi avevano aspettato il rientro della Cimberio. La Curva Nord ha poi proclamato lo sciopero per il primo quarto di Varese-Avellino, prolungato poi sino al 25′ in seguito ad alcuni controlli approfonditi alle porte del palazzetto, alla ricerca – pare – di "portoghesi". Nel frattempo sui gradoni della Nord sono stati esposti due striscioni di protesta (foto). Gli ultras hanno poi sostenuto la squadra nel finale di gara ma al termine, quando i giocatori sono stati chiamati sotto la curva per il tradizionale saluto, questi hanno compiuto un giro di campo per ringraziare gli altri tifosi ma non si sono rivolti alla curva. «Fajardo è stato il primo a ignorarci e nessuno vuole dirci se la decisione è venuta dalla società o dai giocatori stessi» spiega al telefono uno degli esponenti degli ultras. Per questo motivo, all’uscita del PalaWhirlpool, lo spagnolo è stato affrontato a male parole al pari di Cecco Vescovi e Michele Lo Nero.
Ora dunque Gbr e San Fermo – che hanno firmato gli striscioni – parlano di contestazione a oltranza: «Non è vero che prendiamo soldi o entriamo gratis come qualcuno insinua: siamo giovani con uno stipendio normale che investono i propri soldi in trasferte, perché abbiamo nel cuore questi colori. Ora le sospendiamo: vadano in trasferta quelli del parterre e degli altri settori che ci criticano; noi siamo ultras e non tifosi normali. Con la società abbiamo tagliato i ponti e anche contro Milano, se non ci verrà spiegato il comportamento dei giocatori, protesteremo».

LA SOCIETA’ – Dalla Pallacanestro Varese non si segnala alcuna presa di posizione. I massimi dirigenti, contattati nella serata di giovedì, hanno preferito non commentare l’accaduto.

LE DOMANDE – Nel corso della telefonata con gli ultras abbiamo posto due domande precise. Come mai una contestazione così dura, come non si era vista neppure nella nefasta stagione della retrocessione? E ancora: non ritenete che i giocatori, dopo gli striscioni di protesta, si siano sentiti toccati e per questo non abbiano salutato la curva a fine partita?
I rappresentanti della Nord hanno così risposto: «L’anno della retrocessione fummo molto pazienti e comunque ci fu un continuo dialogo con la società che invece questa volta si è interrotto».
«Sulla seconda domanda vogliamo dire ai giocatori che noi, pur arrabbiati, al rientro abbiamo fatto il tifo per la squadra come di consueto. Abbiamo sostenuto la Cimberio mettendo da parte le contestazioni: allo stesso modo i giocatori avrebbero potuto salutarci come sempre, lasciando perdere l’orgoglio personale».

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Pubblicato il 13 Gennaio 2012
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