Elezioni in vista, Lega e PdL si scrutano
Prima Bossi in estate, poi Maroni lunedì scorso: i leghisti oggi guidano l'amministrazione ma al prossimo giro hanno voglia di andare da soli. Il PdL chiede un dialogo ma dice: "Ci dicano subito cosa vogliono fare"
Cassano come nuovo laboratorio di confronto tra Lega Nord e PdL? L’ipotesi sembra più realistica, dopo l’indicazione arrivata da Roberto Maroni. Lo scenario di una sfida aperta tra le due anime del centrodestra appare sempre più probabile e ora anche il PdL chiede di chiarire al più presto i termini. Mentre nel campo del centrosinistra il Pd ha già presentato il suo candidato, cercando l’appoggio delle liste civiche cittadine.
«Abbiamo chiesto le primarie e la Lega le ha rifiutate: ora i tempi non ci sono più, a questo punto si dica entro fine gennaio cosa vogliono fare»: questa è la richiesta di Angelo Palumbo, consigliere comunale di lungo corso del PdL. «Noi rispettiamo quanto detto da Maroni, che è sicuramente una figura autorevole, ma gradiremmo che le sorti di Cassano siano decise dai cassanesi e non dai piani alti. Il paradosso è che i veri federalisti attenti al territorio finiamo ad essere noi». Dal lato leghista, il segretario del Carroccio Roberto Amadeo ribadisce il no alle primarie: «Non fanno parte del nostro Dna, nella Lega – e oggi più che mai – non si è mai spinto il singolo nome, ma il simbolo. La priorità non è il nome del candidato, ma il nostro simbolo». Amadeo ricorda che «già a luglio Bossi dal palco della festa ci ha detto che a Cassano vorrebbe la Lega e un sindaco leghista». E non da ultimo, bisogna considerare che ruolo potrebbe avere – direttamente o indirettamente, se non si presentasse – l’ex borgomastro leghista Domenico Uslenghi, che nel 2007 aveva incassato al primo turno quasi il 20% dei voti con la sua lista civica. Non va dimenticato, infatti, che a Cassano si vota con l’eventuale doppio turno.
Dunque, le incognite oggi superano ancora le certezze: di certo Lega e PdL – anche se nessuno lo direbbe apertamente – non disdegnano l’idea di
correre da soli, visti anche i rapporti di forza con il variegato centrosinistra. E poi ci sono i dissidi reciproci, tra uscite mediatiche degli uni non apprezzate dagli altri e contrasti più espliciti: a dicembre, ad esempio, il PdL non ha nascosto di non apprezzare del tutto la posizione del sindaco Aldo Morniroli (nella foto: i festeggiamenti del 2007) sul caso dell’asilo L’Aquilone, che ha rappresentato una delle peggiori gatte da pelare per l’amministrazione. «Siamo d’accordo con la esternalizzazione, ma serviva un progetto preciso» dicevano i dirigenti del PdL. O ancora il caso del bonus-famiglia poi "cassato". «Ci sono stati degli attriti in passato, è vero», ammette il segretario leghista Amadeo, che ribadisce subito dopo che il dialogo con il PdL è ancora tutto aperto e che si arriverà ad un incontro per definire il quadro. Anche se alla fine Amadeo ribadisce anche il suo pensiero su una possibile corsa solitaria: «Spesso le alleanze sono un modo per rinfacciarsi i problemi e non assumersi le responsabilità di quel che si fa e che non si fa. Da soli si ha invece la piena responsabilità del governo della città».
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