Il corpo di Flavio Crepaldi è stato ritrovato nel lago di Como
Ritrovato in fondo al lago di Como il corpo senza vita del 50enne scomparso il 18 dicembre. appresa la notizia si sono ritrovate al Centro parrocchiale un centinaio di persone, tra amici e famiglie
È stato ritrovato in fondo al lago di Como il corpo senza vita di Flavio Crepaldi, il direttore di
banca 50enne scomparso dal 18 dicembre.
La notizia, la più tragica dopo e tante energie spese da parenti e amici per tenere alta l’attenzione intorno alla sparizione dell’uomo, è arrivata dai soccorritori e dal “Comitato per Flavio” nel tardo pomeriggio di lunedì 2 gennaio. (Nella foto Flavio è la quarta persona da destra).
In serata, appreso del ritrovamento, si sono ritrovati al Centro parrocchiale di S. Vittore Olona, un centinaio di persone, tra amici e famiglie, italiane e straniere, della rete di mutuo aiuto familiare di cui Flavio era principale animatore, che in questi giorni si sono costituiti in comitato per cercare Flavio dopo la sua scomparsa.
“Padre di cinque figli, lavoratore onesto e giusto, che non tollerava ingiustizie e che metteva sempre al centro la persona, anche nel suo servizio in banca. Animatore instancabile della rete di mutuo aiuto familiare da lui promossa con l’Associazione familiare "Una Casa per Pollicino Onlus", insieme a tante altre famiglie della comunità”.
Così vogliono ricordarlo gli amici che in questi giorni hanno cercato di non perdere le speranze: “Con lui abbiamo saputo creare una efficiente rete di scambi di beni e aiuti tra le famiglie, servizi per la prima infanzia, con la costituzione da ultimo di un asilo nido che tanto deve al suo impegno volontario, un Gruppo di acquisto familiare per sostenere le tante famiglie colpite dalla crisi economica nella spesa di generi alimentari e beni di necessità – scrivono dal comitato -. Ma soprattutto il suo sogno di creare una possibilità di lavoro per i tanti papà disoccupati che stiamo incontrando, già valorizzandoli offrendo ad essi occasioni di lavoro nell’ambito della rete familiare di mutuo aiuto, impegnandosi nell’organizzazione di servizi di sgombri, traslochi, manutenzioni, imbiancature. Il tutto all’insegna della più genuina gratuità e solidarietà, che gli deriva da una vita di fede semplice ma autentica, vissuta nel matrimonio e nella famiglia e nella testimonianza cristiana della carità. Non ci interessa allora la sua morte. Ci interessa la sua vita.
E questa vita vissuta nell’amore prevale su tutto…E noi vogliamo continuare a raccontarla”.
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