Il comune assicura: “Non ci saranno palazzi al posto di Billa”
L’amministrazione di Castellanza, dopo aver incontrato i rappresentanti sindacali del supermercato, annuncia il suo sostegno ai lavoratori sbarrando la strada alla speculazione edilizia. L’area in cui sorge il centro rimarrà commerciale
Sono giorni concitati per i lavoratori di Billa, preoccupati dallo spettro della chiusura del centro commerciale di Castellanza e la relativa e inevitabile disoccupazione. Oggi, però, un leggero sospiro di sollievo i 96 dipendenti del punto vendita lo possono tirare. Le rappresentanze sindacali hanno infatti incontrato l’amministrazione comunale trovando nel comune guidato da Fabrizio Farisoglio una sponda per questa vertenza. Anche se le possibilità di manovra del comune sono tutto sommato limitate, l’amministrazione è pronta a mettere in moto la macchina degli ammortizzatori sociali se la trattativa con Billa dovesse volgere nel peggiore dei modi. Certo è che, tra dipendenti e commercianti dei negozi della struttura, collocare o aiutare quasi 120 persone non sarà facile ed è anche per questo che la volontà dell’amministrazione sarebbe quella di portare in quei locali -la cui posizione è indubbiamente invidiabile- un nuovo esercizio commerciale.
Ed è proprio su questo punto che l’amministrazione farà leva. Il PGT (piano di governo del territorio, ndr) prevede quell’area come esclusivamente commerciale e il comune non intende in alcun modo fare passo indietro su questo vincolo. Qualunque ipotesi speculativa viene così affossata. Infatti, in molti temevano che il progetto di Pirelli RE, il fondo immobiliare che possiede terreno e struttura, fosse quello di chiudere l’area e puntare alla costruzione di soluzioni residenziali che avrebbero permesso un profitto ben maggiore dell’affitto chiesto per l’area commerciale. Ma dopo la chiusura di qualunque spiraglio da parte dell’amministrazione di un cambiamento di destinazione dell’area, Pirelli RE si trova davanti due strade: tener chiusa la struttura senza ottenere alcun tipo ricavo (ma accollandosi solo spese) oppure cercare una nuova realtà interessata ad investire nella zona.
In ogni caso, almeno per il momento di appuntamenti in agenda non ce ne sono. Ciò che è certo è che l’intenzione di Billa sarebbe quella di chiudere la vertenza entro marzo o aprile e le possibilità che il marchio tedesco continui a tenere aperta la struttura sono piuttosto risicate. La strategia commerciale del marchio non prevede infatti grossi centri commerciali ma piuttosto negozi di dimensioni ridotte, quasi di vicinato. Rimane quindi da capire se (e quando) il nome di un nuovo marchio campeggerà sui muri della struttura di via per Busto Arsizio e quanti lavoratori verranno riassorbiti.
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