Tigella, che racconta da Twitter le proteste del mondo
Claudia Vago, 33 anni, ha raccontato agli italiani la primavera araba con le sue conoscneze sul web e le traduzioni, dal Pc di casa sua. Ma ora sta per partire per Chicago
Come internet trasformerà il futuro del giornalismo e della comunicazione? Il tema è ampio e complesso, e vi si esercitano ogni giorno i più disparati "esperti" del web. La verità è che nessuno può saperlo, anche se qualcosa spesso si riesce ad intuire. Per questo adesso è importante guardare alle storie e ai piccoli segnali che in qualche modo interpretano il cambiamento.
Tra queste ce n’è una in particolare che riguarda una ragazza emiliana di nome Claudia Vago. Chi utilizza il social network Twitter, ed è un minimo interessato al giornalismo, non può non aver letto uno dei tweet della 33enne che sul social network si identifica con @tigella. Sul suo blog si descrive così: «sono una cantastorie, per mestiere e per passione, incuriosita dalle tecnologie che offrono strumenti nuovi per raccontare in modi sempre diversi la politica, l’attualità, l’ecologia e il territorio», ed una vera esperta di internet, una specie di pioniera di un nuovo tipo di comunicazione ancora tutto da inventare.
Su Twitter la seguono in 10mila, e la cura e la perizia con cui utilizza gli strumenti del web le sono valsi numerosi riconoscimenti in articoli e convegni sul tema. Lei lo fa sicuramente per passione, ma nel campo è anche una professionista: lavora come social media manager per la regione Emilia Romagna.
Con Twitter, insieme ad altri valenti compagni di venture come la giornalista di Radio Popolare Marina Petrillo (@alaskaRP), è stata una delle più scrupolose narratrici delle rivolte della primavera araba dell’anno scorso, svolgendo un meticoloso lavoro di selezione dei tweet e di verifica delle fonti. Degni di nota sono anche molti altri lavori tra i quali #yearinhashtag, un “etichetta” su Twitter lanciata dal gruppo "capitanato" da Tigella, con la quale la comunità ha i dati più salienti, divenuti un sito web che ha raccolto tutta la cronaca, le foto e i video del 2011.
Adesso “Tigella” si è messa in testa una nuova impresa, che nel suo piccolo ha qualcosa di rivoluzionario. Ha deciso di andare a seguire l’occupazione lanciata dal movimento “Occupy”per tutto il mese di maggio a Chicago dove, tra il 15 e il 22 si terranno sia il G8 che l’annuale vertice NATO. E fin qui nulla di strano, non fosse che per riuscirci si è rivolta alle tante persone delle quali si è guadagnata la fiducia sul web: «Dopo aver seguito e raccontato in rete fin dal suo nascere Occupy Wall Street – ha scritto sul suo blog – è giunto il momento di andare sul posto e da lì assistere direttamente e raccontare cosa succede, partecipare alle assemblee tematiche e generali, vivere la quotidianità del movimento raccogliendo immagini, filmati, interviste. L’obiettivo finale è la produzione di materiali multimediali che raccontino l’organizzazione del movimento Occupy, che rappresenta una discontinuità rispetto ai movimenti sociali dell’ultimo decennio, in termini di pratiche e obiettivi. Come conto di farlo? Con il vostro contributo».
Claudia ha pubblicato un prospetto di tutte le spese da sostenere per l’impresa, circa 2600 euro, e ha messo in vendita delle quote da 10 euro per finanziare il progetto. Il risultato? Sono andate quasi a ruba e all’obiettivo mancano solo 600 euro. Lo ha fatto attraverso il sito “produzionidalbasso.com”, una piattaforma internet indipendente che ha lo scopo di offrire uno spazio a tutti coloro che vogliono proporre il proprio progetto e raccogliere fondi per poterlo finanziare attraverso una sottoscrizione popolare. La sua impresa andrà seguita e per adesso è ancora, solo, una bella storia. Ma se altri la seguissero su questo percorso, forse, avremo un nuovo grande capitolo del giornalismo da raccontare.
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