Antenna sul Castello di Masnago, l’assessore Clerici precisa
Facendo seguito ai diversi articoli pubblicati sulla stampa locale relativi all’installazione di un'antenna per telefonia mobile presso il castello di Masnago, l’assessore alla Tutela Ambientale ritiene opportuno e doveroso fare alcune precisazioni
Facendo seguito ai diversi articoli pubblicati sulla stampa locale relativi all’installazione di un’antenna per telefonia mobile presso il castello di Masnago, l’assessore alla Tutela Ambientale del Comune di Varese Stefano Clerici ritiene opportuno e doveroso fare alcune precisazioni: «Innanzitutto occorre premettere che, secondo le disposizioni di legge vigenti, i gestori del servizio di telefonia mobile (che, vale la pena ricordarlo, è dichiarato un “pubblico interesse”) presentano ogni anno il proprio piano di espansione della rete in funzione delle richieste di copertura da parte degli utenti, soprattutto in questi ultimissimi anni in cui la trasmissione dati da smartphone e tablet sta crescendo in maniera vertiginosa – spiega Clerici -. Nel caso di Masnago, il gestore del servizio di telefonia, che aveva già precedentemente indicato la necessità tecnica di coprire l’area di ricerca corrispondente alla zona del Castello, ed in posizione altimetrica dominante, ha individuato la torre del Castello quale soluzione ottimale. La Giunta è stata quindi chiamata ad esprimersi in maniera preliminare rispetto all’avvio di un qualsiasi procedimento amministrativo, in ragione della proprietà comunale, e non privata, dell’immobile in questione. Tenuto conto di quanto previsto nel Regolamento comunale che disciplina gli impianti di radiotelelcomunicazione, approvato dal Consiglio Comunale di Varese, in merito ai molteplici interessi pubblici che indirizzano verso la localizzazione di tali impianti su aree di proprietà dell’Amministrazione comunale, la Giunta si è dunque espressa in merito, non limitandosi a concedere il mero affitto dell’immobile, bensì a subordinare tale assenso alla tutela degli altri interessi pubblici, ovvero il vincolo storico-monumentale dell’immobile e del parco pubblico. Dunque il nulla osta alla concessione d’uso in locazione dell’immobile è espressamente subordinato al rispetto di alcune condizioni inderogabili che vincolano, ancorché in via preliminare, qualsiasi provvedimento successivo di natura amministrativa. Non si deve immaginare la classica antenna che siamo abituati a vedere sui tralicci o sui tetti delle case: la Giunta comunale ha posto la condizione che la singola antenna sia quasi impercettibile, in quanto inserita sulla sommità della torre, all’interno di un "piccolo contenitore" a forma di merletto, corrispondente per tinta e dimensioni a quelli del castello, e rigorosamente posizionato sul
lato prospiciente la strada e non rivolto verso il parco, e comunque subordinando il tutto – come ovvio – al nulla osta da parte della Soprintendenza per i beni architettonici ambientali, cui spetterà l’ulteriore valutazione nel merito. Quindi non solo non è ancora stato avviato alcun procedimento amministrativo volto all’installazione dell’antenna in questione, ma, paradossalmente, qualora le condizioni impartite dall’Amministrazione comunale non dovessero offrire le adeguate garanzie di mimetismo dell’impianto a tutela del bene vincolato, senza il nulla osta della Soprintendenza, il problema non si porrebbe nemmeno – chiosa Clerici -. È evidente che a quelle condizioni il gestore, per ottemperare alle sue esigenze di copertura della rete per gli utenti del quartiere di Masnago, avrebbe dunque la necessità di cercare una soluzione alternativa sopra il tetto o nel giardino di qualche casa situata nelle immediate adiacenze del castello, con un palo di qualche decina di metri a supporto dell’antenna. In tal caso, senza vincoli monumentali e su area privata, nemmeno l’Amministrazione comunale avrebbe il potere legittimo di impedire tale impianto o di dettare prescrizioni così vincolanti. Quindi, quale sarebbe la soluzione meno sgradevole e a minore impatto ambientale?».
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