Cimberio troppo scialba, Venezia ne approfitta

A Treviso i biancorossi incappano in una serata negativa: sempre sotto nel punteggio alla fine (71-63) perdono anche il vantaggio nello scontro diretto. Male Diawara e Stipcevic, disastroso Weeden

Come i maccheroni senza sale, come un panorama in un giorno di nebbia. É così la Cimberio che perde (71-63) a Treviso contro Venezia e che lascia scivolare nelle mani avversarie anche la differenza canestri nel doppio confronto: una squadra apparsa senza quel “fuoco dentro” che alla vigilia viene chiesto alle formazioni di ogni sport e di ogni latitudine. Mai davvero in partita gli uomini di Recalcati che, tolti pochi minuti nel secondo periodo, paiono adeguarsi al tran tran messo in scena dall’Umana e non trovano mai modo di cambiare ritmo a se stessi e storia alla partita. Neppure nell’ultima frazione, quando ci si aspetterebbe almeno una reazione alla “o la va o la spacca” i biancorossi danno notizie di sé: un canestro fatto, uno subito e via così, con il divario che oscilla intorno alle 10 lunghezze senza mai far segnare variazioni consistenti.
Tanti, troppi i giocatori che bucano la serata: Stipcevic va in confusione, Diawara sbaglia scelte di tiro oltre che i tiri stessi, Fajardo non ingrana. Se ci si mette pure un Kangur produttivo (15 punti, 7 rimbalzi) ma non troppo incisivo si capisce come non si possa vincere con il solo Rannikko capace di dare continuità affiancato da Talts e Ganeto, pure sufficienti. E poi ci sarebbe da parlare di Tony Weeden (foto): l’americano di Polonia mette insieme una partita senza né capo né coda, fatta di tiri presi male, passaggi azzardati e falli gratuiti. Roba da biglietto dell’aereo e rimpatrio immediato per quanto si è visto con Venezia ma non solo. E anche provando a non giudicare i singoli il boccone resta amaro: come in altre occasioni infatti Varese fa troppo ricorso al tiro pesante e non prova altre opzioni nonostante – per esempio – una certa superiorità vicino a canestro.
In classifica la Cimberio continua a vivere nei dintorni della “linea” che qualifica ai playoff: si era detto che la trasferta in casa Reyen non sarebbe stata decisiva e così è. Però due punti in più avrebbero fatto molto comodo in una giornata in cui gli altri risultati danno un aiuto. Ma questa è l’unica notizia positiva in una serata da dimenticare.

COLPO D’OCCHIO – Solito grande pubblico al PalaVerde di Treviso dove Venezia gioca le partite di casa staccando ogni volta più biglietti rispetto ai “legittimi proprietari” dell’impianto e cioé la Benetton. Sugli spalti anche un drappello di tifosi varesini arrivati per sostenere i ragazzi di Recalcati in un impegno molto delicato in chiave playoff.

PALLA A DUE – Come noto fin dalla vigilia, manca un lungo per parte: Varese rinuncia a Garri rimasto a casa con una lesione muscolare alla coscia, Mazzon invece deve fare a meno di Fantoni mentre recupera – ma era ipotizzabile – la guardia Bowers. Recalcati tiene inizialmente in panchina Rannikko e Talts, preferendo cominciare con Weeden e Fajardo. La Reyer decide di mettere Bryan in pivot con Szewczyk ala forte per appesantire il reparto lunghi.

LA PARTITA – Varese sbaglia i primi 7 tiri ed è quasi un miracolo che al 3′ sia sotto solo 5-0, pure con il veneziano Bryan già a quota due falli. Idem per Weeden autore di un avvio di gara pessimo e presto sostituito da Rannikko, con l’Umana già avanti 9-2. Il litigio tra i biancorossi e i ferri prosegue: a parte una tripla (Kangur) gli altri tiri fanno cilecca; non bastano né il time out né l’assetto con tre piccoli e così Young firma il 16-5 da lontano. L’esperto americano va in doppia cifra in occasione del +13, “limato” solo da 4 punti di Talts per il 20-11 del primo intervallo.
Una schiacciata non basta a risvegliare Diawara dopo 11′ di buio così è soprattutto Ganeto (tripla e canestro al volo) a dare una mano alla risalita. Mazzon si rifugia in sospensione sul 24-20 però ora la Cimberio è molto più concreta e Rannikko da lontano realizza la tripla del -2. Il vento purtroppo cambia sull’errore di Diawara che fallisce la bomba del pareggio: Clark e Szewczyk ringraziano e l’Umana torna a volare con un parziale di 10-1 condito da un’altra tragica apparizione di Weeden in campo. Alla pausa i veneti conducono quindi 37-26.
La Reyer è più pronta anche al rientro dagli spogliatoi; Diawara continua a tirare male e solo un tiro pesante di Rannikko muove il punteggio. L’unica buona notizia paiono essere i falli a pioggia commessi dai lagunari ma sotto di 17 ci vorrebbe ben altro. Talts e Stipcevic ci provano con successo, ma nel frattempo Clark torna a colpire; Recalcati allora prova la zona contro cui l’Umana si scontra due volte. Al 26′ segna Kangur da fuori e la Cimberio torna a -10 (48-38) ma a questo punto i giocatori di Recalcati non sfruttano qualche altra buona occasione e rimangono lontani. Le lunghezze di distacco alla terza pausa rimangono infatti dieci, 52-42: un gran assist di Rannikko a Kangur è un (raro) piacere per gli occhi ma non cambia la situazione.

IL FINALE – A questo punto ci si aspetterebbe da Varese almeno un assalto all’arma bianca, a costo di scoprirsi e sbagliare tutto e invece i biancorossi riescono a produrre solo il minimo sindacale e rimangono sempre tra gli 8 e i 13 punti di distacco. Al 35′ Weeden riesce a fare un canestro (vi assicuriamo che è una notizia) ma sbaglia il tiro successivo con Stipcevic liberissimo così Venezia non deve neppure preoccuparsi. Dopo una bella tripla di Kangur arriva infatti una penetrazione di Bowers che ricorda la metafora del coltello caldo nel burro. Nel finale si gioca solo per la differenza canestri nel doppio confronto: un triplone di Rannikko vale il -7, poi Varese recupera pure un pallone nel tentativo di fare fallo ma Stipcevic fallisce il tiro successivo. Clark rimanda indietro Varese che sulla sirena ci riprova ma viene respinta da una stoppata su Stipcevic e da un tiro di Rannikko che non entra. E così Venezia si piglia tutto, meritatamente.

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Pubblicato il 18 Marzo 2012
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