Prima sputi e insulti, poi la pipì in testa al guardalinee
È successo a Corbetta nell'incontro di Eccellenza tra i padroni di casa e la Bustese: milanesi costretti a giocare un turno a porte chiuse e multa di 500 euro
Pipì in testa al guardalinee. La frontiera del tifo violento si allarga sempre di più e tocca anche i campi di provincia. È successo a Corbetta, comune nel Milanese a pochi chilometri da Magenta e da Busto Arsizio, nell’incontro contro la Bustese, squadra di Busto Garolfo, valevole per il campionato di Eccellenza lombardo, lo stesso nel quale militano le “nostre” Gavirate, Vergiatese, Solbiatese, Marnate Sommese e Sestese. L’episodio è stato reso noto dal giudice sportivo Rinaldo Meles, che ha deciso di far giocare un turno a porte chiuse al Corbetta, comminando anche una multa di 500 euro ai milanesi. Le sanzioni sono state decise per responsabilità oggettiva: i sostenitori del Corbetta (chiamarli tifosi è decisamente troppo), hanno insultato arbitro e guardalinee per tutto il secondo tempo della partita giocata mercoledì 29 febbraio, persa per 3-2 dai padroni di casa invischiati nella lotta per non retrocedere. Gara tesa, tant’è che sono stati espulsi l’allenatore e tre giocatori del Corbetta.
Sono volate parolacce, improperi, sputi: cose che si vedono spesso, purtroppo, in molti campi di calcio a tutti i livelli e in tutte le categorie. Ma qui siamo andati addirittura oltre: al culmine della rabbia qualcuno dagli spalti ha anche provato a urinare sulla testa di uno dei guardalinee, senza riuscirci, fortunatamente. La terna arbitrale è stata poi costretta a restare barricata negli spogliatoi all’interno dell’impianto di gioco fino all’intervento delle forze dell’ordine, lasciando l’impianto solo a mezzanotte (la partita si è giocata di sera) a causa del persistere dell’atteggiamento minaccioso dei sostenitori locali. Un episodio di malcostume, l’ennesimo (vedi la gazzarra di Legnano o per esempio la multa di 150 euro data alla Sestese per insulti alla terna arbitrale di persone estranee alla società, ma di episodi simili ce ne sono a decine ogni domenica), che va condannato senza attenuanti.
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