Al Giro si vedono i big; Tiralongo batte tutti
L'arrivo appenninico di Rocca di Cambio porta a galla tutti i pretendenti al successo finale. Bene Scarponi (2°), Basso perde qualche metro, il canadese Hesjedal in rosa
Il primo arrivo in salita, seppur sui generis (il Gpm era posizionato a meno di 3 km dall’arrivo e precedeva un tratto in discesa e un nuovo strappo), non ha tradito le attese e ha visto nel gruppo di testa tutti i grandi favoriti per la vittoria finale del Giro d’Italia.
A vincere è Paolo Tiralongo (Astana), uno dei gregari più forti del gruppo che corre alle dipendenze di Roman Kreuziger ma alle sue spalle spicca l’ottima prova di Michele Scarponi, secondo al traguardo e capace di rosicchiare qualche secondo a tutti i rivali.
Alle sue spalle si sono piazzati gli altri big, a partire da Frank Schleck (terzo), Purito Rodriguez (quarto) e la nuova maglia rosa, il canadese della Garmin, Ryder Hesjedal per la prima volta in vetta al Giro.
Ivan Basso ha perso qualche metro nella bagarre conclusiva ma ha risposto presente, chiudendo all’ottavo posto con 9" di distacco da Tiralongo e Scarponi, uno svantaggio minimo che non preoccupa il varesino in chiave futura. Lo stesso Ivan, ai microfoni Rai subito dopo il traguardo, conferma la buona condizione e sottolinea come, su un arrivo simile, era prevedibile che potesse pagare un piccolo dazio. La Liquigas-Cannondale ha comunque mostrato anche oggi compattezza, facendosi vedere spesso in testa al gruppo con i vari Agnoli, Capecchi e Szmyd, segno di una forma fisica interessante.
Ora in classifica, con Hesjedal in testa e Tiralongo secondo, avanzano i temibili Rodriguez e Vande Velde (terzo e quarto a 17" e 21"). Basso è invece ottavo a 40" dalla vetta, comunque davanti a Schleck e Scarponi e subito dietro Kreuziger.
Domenica il plotone percorrerà la Sulmona-Lago Laceno, il punto più meridionale toccato dal 95° Giro d’Italia. Dopo 229 chilometri ci sarà un nuovo traguardo impegnativo, al termine di una salita lunga una decina di chilometri anche se gli ultimi quattro sono praticamente in altopiano. Altra giornata dunque da non sottovalutare, anche se Basso dovrà nuovamente giocare sulla difensiva in attesa di altre pendenze. Nota storica: nel ’98 a Lago Laceno lo svizzero Zulle piegò nientemeno che Pantani, il quale poi si rifece con gli interessi.
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