Apre l’Agorà della Scherma, progetto unico in Europa
E’ stato inaugurato sabato 16 giugno il museo della scherma di Busto Arsizio che, per la prima volta in Europa, ha sede all’interno di una scuola di questa disciplina
Mettere insieme la pratica di uno sport e un museo per raccontare e celebrare la sua storia.
Un sogno per molte società sportive ma che per la scherma bustocca diventa realtà grazie al progetto “Agorà della scherma”. Nella cornice del Museo del Tessile, già sede della Pro Patria scherma, da oggi, 16 giugno 2012, prenderà vita un nuovo percorso museale che, partendo dalla nascita di questo sport arriva fino ai giorni nostri con i lavori del polotexsport. Quattro sale ospitano importanti collezioni curate dal maestro Giancarlo Torran, prima tra tutti la pregevole raccolta donata dal medico toscano Silvio Longhi.
«E’ la prima volta in Europa -spiega il presidente degli “Amici della Scherma”, Sergio Fabrizi– che è possibile ammirare una collezione di questo calibro proprio accanto alle sale in cui si allenano gli atleti» e che, proprio per questo, ha attirato l’attenzione di molti esperti e cultori della disciplina. Come ricorda Luciana Ruffinelli, assessore regionale allo sport, «in questi giorni gli occhi della scherma sono puntati su Legnano per i campionati mondiali» e questa inaugurazione «ci ricorda come non si creino grandi campioni senza un’adeguata formazione alle spalle».
E anche grazie alla coincidenza con i campionati mondiali, i primi visitatori del museo sono stati proprio gli alti dirigenti della scherma, da Frantisek Janda, presidente della Confederazione europea di Scherma fino al presidente della Federazione Italiana Scherma, Giorgio Scarso, passando per vecchie e nuove glorie di questo sport come Irene Camber vincitrice di una medaglia d’oro ed una di bronzo nella scherma ai giochi olimpici del 1952 a Helsinki e Carla Mangiarotti, figlia di Edoardo, campione italiano recentemente scomparso.
A fare gli onori di casa il sindaco Gigi Farioli che ricorda come «ormai in Italia ovunque è Busto Arsizio» e -questa volta- grazie al fatto di «ospitare un unicum internazionale» che lo stesso presidente Frantisek Janda definisce «really fantastic» (veramente fantastico, ndr).
Attraverso l’Agorà, la Pro Patria Scherma si propone dunque come centro operativo e culturale di altissimo profilo nel mondo della scherma e come luogo di eccellenza nazionale dove respirare e scoprire le radici documentali di questa Arte. In quelle sale sarà quindi possibile avvicinare la scherma seguendo un percorso completo che ne presenta organicamente l’evoluzione, attraverso l’integrazione tra l’esposizione museale e un ricchissimo apparato documentario e iconografico.
Al momento il museo sarà visitabile solo su prenotazione ma, facendo propria la richiesta di Luciana Ruffinelli, entro poco tempo saranno proprio i ragazzi che quotidianamente affollano le pedane del centro sportivo a garantire un’apertura continuativa dell’importante polo museale.
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