«Il lavoro? L’ho trovato con le unghie»
Per Andrea non è solo una metafora: subito dopo il diploma all'istituto tecnico Keynes di Gazzada è stato chiamato dalla ditta Bosj di Vedano Olona, che si occupa di ricostruzione delle unghie. Ora è lanciatissimo nel mondo di internet e dei social network
Per tutti è "il tecnico", e oggi di Andrea non ne possono più fare a meno. È diventato un tassello fondamentale dell’azienda. Parole come "community manager", "information technology", "content managment" non trovano posto, anche se in realtà questo giovanissimo svolge proprio queste attività.
È una bella storia quella di Andrea Barbieri. Subito dopo il diploma all’istituto tecnico Keynes di Gazzada viene chiamato dalla ditta Bosj di Vedano Olona.
«Avevamo bisogno di qualcuno che si occupasse della parte informatica – spiega Francesca Trentin, titolare dell’azienda – e così ci siamo rivolti alla scuola. Ci sono arrivati due curriculum e, dopo un colloquio, abbiamo preso Andrea. Con lui abbiamo fatto un vero cambiamento di rotta, perché noi siamo di un’altra generazione e avevamo diffidenza e perplessità rispetto a internet. Con il suo entusiasmo e le sue proposte ci ha spinto a rivedere molte cose».
Dal sito internet ai social il passo è stato relativamente breve. «Mi sono accorto che non avevano niente su Facebook – spiega Andrea – e così gli ho proposto di aprire una pagina.
Oggi siamo a quasi cinquemila fan e la Bosj non potrebbe più fare a meno di questo servizio».
È così vero che Francesca ci conferma di aver appena assunto una ragazza per seguire i social network e i forum.
«Lei è una delle quattro persone sotto i 23 anni e questo ha dato un impulso forte al cambiamento della nostra azienda. C’è un clima diverso perché questi ragazzi sono affiatati e collaborano tra loro contagiando tutti gli altri. Andrea è stato davvero importante perché con lui abbiamo capito come non potevamo più restare fuori da questo pazzo mondo di internet. Le nostre clienti lo usano tantissimo e sono assidue commentatrici e animatrici di forum del settore. Non stare lì significava una perdita secca».
Andrea ha 21 anni e lavora part time con un contratto a progetto ("Glielo abbiamo già rinnovato perché un ragazzo così non ce lo facciamo scappare", dice Francesca). È iscritto al secondo anno di informatica all’università dell’Insubria. Le sue passioni personali sono la fotografia e il calcio.
«Da un punto di vista professionale – ci racconta con entusiasmo – sono attratto da tutto quello che è nuovo e interagisce con l’utente. Mi fa piacere che le mie cose siano usate dagli altri e, per ora, non mi interessano i soldi, ma che quello che faccio sia utile alle persone».
La storia di Andrea è emblematica, e potrebbe essere un esempio per molte realtà.
«Tutte le aziende che hanno un rapporto con la clientela, di qualsiasi tipo, devono fare un lavoro sui social. Per spiegarlo basti pensare che così a ogni domanda può esser data una risposta in tempo anche reale. E questo oggi è davvero importante».
Da un semplice restyling di una pagina web, la ditta Bosj ha avviato una piccola rivoluzione e Andrea ne è protagonista malgrado la giovanissima età.
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