Fischi e contestazioni. Così si ricorda Mauro Venegoni

Durante la cerimonia di commemorazione del partigiano brutalmente assassinato dai fascisti 68 anni fa il sindaco Gigi Farioli è stato contestato. “Prima di venire qui caccia i fascisti dalla maggioranza”, gridano alcuni manifestanti

Era il 31 ottobre 1944 quando veniva ucciso Mauro Venegoni. Era stato catturato dai fascisti, lo avevano torturato, mutilato e poi gettato in un campo a Cassano Magnago. Ed è proprio dove il suo cadavere è stato ritrovato che, oggi come per i precedenti 68 anni, partigiani, antifascisti, membri delle istituzioni e tanta gente comune si è data appuntamento per per commemorare il sacrificio del partigiano. La banda musicale, i gonfaloni dei comuni della zona, il corteo fino al cippo commemorativo e il discorso dal palco. Un rito che si ripete da anni ma che quest’anno si arricchisce di un nuovo elemento: le contestazioni.
E’ stato -inconsapevolmente- il presidente dell’Anpi di Legnano, Luigi Botta, ad innescare le polemiche ricordando come «chi ha versato il suo sangue lo ha fatto sognando un’Italia più libera e giusta» mentre oggi si assiste alla «proliferazione di partiti e movimenti che si rifanno al nazifascismo, mentre noi gridiamo a queste forme il nostro Alt». Botta non si nasconde dietro l’istituzionalità del momento e cita «l’odierno raduno di Cittiglio per commemorare la marcia su Roma» e la ben più inquietante «festa di compleanno di Hitler» celebrata nel marzo 2007 a Buguggiate per la quale 22 imputati dovranno presentarsi a processo a gennaio. E tra questi indagati c’è anche il consigliere comunale bustocco Checco Lattuada.
Proprio questa circostanza non è stata digerita da alcuni dei presenti che hanno duramente contestato il sindaco Gigi Farioli quando ha preso la parola arrivando al punto di mostrargli le spalle. «Qualcuno può pure celebrare Hitler -ha esordito il primo cittadino di Busto- ma noi oggi siamo qui con idee di libertà che vanno sempre unitariamente difese». Unità che, però, non sembrava aleggiare tra i manifestanti che coglievano ogni pausa di Farioli per “invitarlo” a cacciare il consigliere indagato. Il sindaco contrattacca e in un crescendo di toni rivolge il suo invito a «imparare a leggere la storia e ad essere umili» perchè la divisione dell’Altomilanese è stata dovuta tra le altre cose «all’ansia di libertà che si vedeva nei nostri popoli» ed è proprio per questo motivo che «i nostri gonfaloni sono così pieni di medaglie».
L’unico che, però, è riuscito ad unire i manifestanti in questa fredda mattinata è stato Massimo Silvi, sindaco del Consiglio Comunale dei Ragazzi di Cassano. «Le urla di Mauro Venegoni ci devono insegnare che anche noi abbiamo voce» ha scandito il giovane sindaco assicurando che «quando quelle dei nostri genitori si affievoliranno, ci saranno le nostre per gridare quanto avvenuto in quegli anni».

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Pubblicato il 28 Ottobre 2012
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