L’ex assessore Bongini giù dal pullman per Venezia
Roberto Bongini, ex assessore con Mucci, è stato invitato a scendere. La sezione di Gallarate ricorda il suo ruolo nella maggioranza monocolore PdL: "Si è anche candidato contro la Lega". Lui ribatte: "Mai danneggiato la Lega"
L’ex assessore del centrodestra Roberto Bongini si è visto negare, sabato, il posto sul pullman della Lega Nord diretto alla festa di Venezia. È successo domenica e il caso ha riproposto la questione delle profonde divisioni tra Lega Nord e PdL a Gallarate, a un anno di distanza dalle elezioni: Bongini è infatti divenuto assessore come esponente della Lega Nord, poi rimase in giunta quando il Carroccio (nel 2007) lasciò la maggioranza che sosteneva Nicola Mucci e nel 2011 si è lo ricandidato a sostegno del centrodestra di marca PdL.
I fatti non sono in discussione: Bongini è salito sul pullman a Somma, con i leghisti della cittadina. Quando è arrivato a Gallarate è stato
invitato a lasciare il pullman, per evitare defezioni nelle file dei leghisti gallaratesi indignati. «Sono salito sul pullman a Somma, ho avuto in sezione la tessera di Socio Sostenitore a Somma» rivendica Bongini. «Arrivati a Gallarate, il Cassani mi ha detto "c’è un problema, se lei resta qui c’è gente che non sale". Ho visto una ventina di persone a terra. Ho detto: piuttosto che lasciar già qualcuno, vado a Venezia in auto. Poi sono sceso e ho scoperto che la maggior parte di quelli a terra era diretta da un’altra parte, con un’altra gita». E anche il Cassani – che è Andrea Cassani, segretario della Circoscrizione Lega Nord Gallaratese – conferma più o meno la dinamica: «La gente di Gallarate stava andandosene, dicendo che non avrebbe viaggiato a fianco di un traditore. A quel punto gli ho fatto presente la cosa, in modo pacato. Un episodio simile era successo qualche anno fa, per una manifestazione a Malpensa, ma allora era stato meno problematico».
È sul ruolo di Bongini che le versioni sono ben divergenti. I leghisti di Gallarate lo accusano di essere rimasto in giunta nel 2007, di aver sostenuto la squadra di Nicola Mucci in modo anche scorretto: «ha danneggiato la Lega, c’erano persone che vedendo la spilletta di Alberto da Giussano pensavano che la Lega fosse ancora con Mucci» dice ancora Andrea Cassani, che vede nella vantata iscrizione a Somma un’aggravante, anche se non riconosce la qualifica di Soms (socio militante: «Come segretario ho in mano tutti i nomi, non il suo»). «La sua candidatura nella lista Mucci ha tolto il velo, fa solo i suoi interessi. A noi non interessano fantasmi del passato, abbiamo tanti giovani e tanti militanti» continua Cassani. «Quella di Bongini è una provocazione inutile e gratuita, non deve passare per martire chi ha sempre tradito la Lega e non ha mai fatto un passo indietro». E dentro alla sezione, c’è chi ha forse una posizione meno dura sulla persona, ma ancora ricorda con rabbia quando Bongini stava sui banchi a fianco di Mucci e della sua giunta, e sulle responsabilità politiche non fa sconti.
Bongini, dal canto suo, difende la sua posizione. Dice di aver ricevuto «tante telefonate di solidarietà, anche da sindaci», e sulle elezioni del 2011 dice: «La Lega non mi ha contattato, se mi avessero contattato sarei andato con loro. Non mi ritengo tanto importate da aver fatto perdere le elezioni: non ho mai parlato male della Lega, mai mai mai. Io continuo ad essere leghista, nessuno me lo impedirà».
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