Tumore al seno, esperti da tutta Italia si confrontano all’Insubria

È in corso all'università il convegno dell’Associazione Nazionale Italiana Senologi Chirurghi (ANISC)

Dati importanti per le donne colpite dal tumore del seno. Dal convegno dell’Associazione Nazionale Italiana Senologi Chirurghi (ANISC) in corso all’Università dell’Insubria emerge una realtà nuova. Se è vero che l’incidenza della malattia è aumentata del 14,9% (dati AIRTUM) in tutta Italia negli ultimi anni, e Varese ha l’incidenza tra le più alte del Paese con circa 800 nuovi casi l’anno (1 donna su 10 contro la media nazionale di 1 donna su 12), è anche vero che la sopravvivenza è migliorata fino a raggiungere l’89,1% nel biennio d’osservazione 2000-2002, mentre negli anni 1985-87 si attestava ancora al 76,3%. Ma ora c’è una chance di guarigione in più per queste donne. Ed è Varese a lanciarla. Una risoluzione dell’Unione Europea chiede infatti agli Stati membri di garantire alle pazienti affette da tumore della mammella un’assistenza capillare basata sulle ‘Breast Unit’, unità multidisciplinari all’interno dei quali si trovano tutte le specialità mediche, tecniche e infermieristiche che agiscono in maniera coordinata per prevenzione, diagnosi, terapia e riabilitazione delle donne colpite da questa malattia.

L’Italia si dovrà adeguare e ogni centro di cura dovrà avviare e certificare la propria Unità secondo criteri precisi. “E’ dimostrato che le pazienti trattate all’interno di Breast Unit hanno circa il 20% in più di chance di sopravvivenza e guarigione rispetto alle donne trattate al di fuori di queste strutture,” spiegano le chirurghe senologhe Presidenti del Convegno Francesca Rovera e Alberta Ferrari, “L’assistenza con unità interdisciplinari migliora la sopravvivenza e la qualità della vita, perciò è fondamentale che le Breast Unit siano diffuse a tutto il territorio nazionale.” Il convegno di oggi vuole proprio sottolineare l’urgenza di questa attuazione. “Le Breast Unit implicano anche un risparmio razionale,” evidenzia il Dr. Privato Fenaroli, presidente dell’ANISC. “Come dimostra l’indagine conoscitiva della 12° Commissione permanente del Senato (Igiene e Sanità) presentata al convegno,” prosegue Fenaroli, “la riduzione di mortalità per questa malattia genera una forte riduzione dei costi per il Servizio Sanitario Nazionale e per il bilancio economico nazionale.” Eppure, ad oggi più del 90% delle donne affette da tumore del seno sono trattate fuori del contesto Breast Unit, soprattutto al sud. “Diffondere la Breast Unit come modello organizzativo di cura è dunque diventata una priorità non più procrastinabile,” sottolineano Rovera e Ferrari, “per aumentare le guarigioni e la qualità di vita delle nostre pazienti, per garantire elevati standard terapeutici in tutto il territorio e fare un passo avanti verso la sconfitta di questa malattia.”

Redazione VareseNews
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Pubblicato il 05 Ottobre 2012
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