Centinaio: “Il decreto sulla città metropolitana va cambiato”

Il sindaco di Legnano si chiede perchè Busto non sia stata già inserita nella città metropolitana e chiede ai parlamentari della zona di attivarsi per cambiare alcuni criteri introdotti dal nuovo provvedimento

Il varo del decreto legge dello scorso 31 ottobre sull’accorpamento delle province modifica sostanzialmente le modalità di istituzione delle città metropolitane, che il Governo Monti aveva dettato nello scorso mese di agosto. «Continuiamo a lavorare per l’istituzione di una città metropolitana che sia una Milano policentrica e dia vita a una vero governo di area vasta, dove nessun territorio sia periferia, con l’obiettivo primario di recuperare l’unità dell’Alto Milanese», afferma il sindaco di Legnano Alberto Centinaio, alla luce delle recenti novità presentate lo scorso 31 ottobre dal ministro Filippo Patroni Griffi, che prosegue: «Nei prossimi giorni invierò una lettera a tutti i parlamentari del nostro territorio affinché, nella fase di conversione in legge del decreto, si tenga conto delle richieste che esprime l’Alto Milanese».

Sulla stessa linea Stefano Quaglia, consigliere comunale con delega ad Alto Milanese e Città Metropolitana, che puntualizza: «Il Consiglio comunale di Legnano ha chiesto l’unità dell’Alto Milanese e questo è il nostro obiettivo. Riteniamo che lo strumento migliore per raggiungerlo sia la città metropolitana, ma chiediamo l’impegno dei nostri parlamentari per profonde modifiche al decreto del 31 ottobre che ha sconvolto le modalità di istituzione delle città metropolitane, emanate solo due mesi fa». Le principali novità introdotte dal Governo sono: inclusione nella Grande Milano anche della Provincia di Monza, riduzione da 16 a 10 dei consiglieri metropolitani, attribuzione della carica di sindaco metropolitano al sindaco di Milano con ogni probabilità. Il sindaco e il consiglio metropolitani, infatti, potranno essere eletti dai cittadini solo se lo prevederà lo statuto metropolitano, se Milano accetterà di dividersi in più comuni, se passerà un referendum fra i cittadini della futura Grande Milano, e se Regione Lombardia ratificherà la suddivisione in municipalità del capoluogo.

«Impensabile che un così lungo processo avvenga entro il 30 settembre 2013, quando dovrà essere pronto lo statuto metropolitano, senza dimenticare che l’entrata della Brianza nella città metropolitana toglie importanza all’Alto Milanese», afferma il consigliere Quaglia, che prosegue: «In fase di conversione di questo “decreto di Halloween”, che oltre ad essere stato emanato il 31 ottobre per molti aspetti gioca scherzi all’autonomia dei territori intorno alle metropoli; si dovrà prevedere che sindaco e consiglio metropolitani siano in ogni caso eletti dai cittadini, cancellando l’assurdo automatismo per cui dal 1 gennaio 2014 il sindaco del capoluogo sia anche quello metropolitano. Inoltre Milano deve dividersi in più comuni se vogliamo evitare che sia “socio di maggioranza” in ogni decisione, prevedendo l’articolazione della città metropolitana in comprensori. Tutti aspetti che non possono essere ignorati dal Parlamento quando esaminerà la conversione in legge del decreto. Inoltre – sottolinea il consigliere Quaglia -, non si capisce perché sia stata recepita la volontà del Comune di Fasano di passare dalla Provincia di Brindisi alla città metropolitana di Bari, ma non siano state prese in considerazioni le delibere dei consigli di Busto Arsizio, Saronno e Caronno Pertusella che chiedono di entrare nella città metropolitana di Milano».

Conclude il sindaco Centinaio: «Ci attende un percorso ancora lungo e pieno di difficoltà. Legnano intende avviare all’interno della Commissione consiliare un lavoro che favorisca il più ampio coinvolgimento di tutte le forze politiche, sociali ed economiche. L’obiettivo comune è di creare le condizioni affinché l’Alto Milanese possa finalmente trovare una sua compattezza per poter così garantire un futuro migliore a questo territorio e alla nostra città».

Redazione VareseNews
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Pubblicato il 06 Novembre 2012
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