Ims, un mese per non perdere tutte le speranze
Il 5 dicembre scade la cassa integrazione per i 104 dipendenti della ex Emi Records, ma è fallito l’ultimo tentativo di far ripartire l’attività con un acquirente esterno
Dopo una lotta durata più di un anno le speranze per l’Ims e gli oltre cento dipendenti sono appese a un filo. Non sono bastati gli appelli di Vasco, Caparezza, Guccini e molti altri artisti, per l’ex Emi Records, l’azienda storica di via Bergamo a Caronno Pertusella che stampava milioni di cd e dvd di cantati di tutto il mondo.
«C’è un mese di tempo per cercare di salvare il posto di lavoro a 104 operai ma le speranze sono davvero pochissime» spiega Antonio Ferrari del Cobas Cub che da sempre si è battuto per far ripartire l’azienda che poco più di un anno fa comunicò all’improvviso ai suoi dipendenti di non poter proseguire l’attività.
«Le prospettive non sono rosee con il curatore abbiamo fatto tutto il possibile in questi mesi per salvare l’azienda, evitando che si disperdesse il patrimonio dell’Ims, trovando un’azienda interessata ad un’acquisizione finalizzata alla produzione e garantendo l’occupazione dei dipendenti – spiega Ferrari -. Sembrava tutto pronto ed invece sono intervenute le banche che non vogliono lasciare i capannoni, vanificando quanto fatto finora per la rinascita. La Ecofina, azienda milanese interessata ad acquisire Ims, avrebbe ovviamente voluto iniziare la produzione in questo periodo, che è quello più intenso dell’anno per il mercato del settore, ma il “no” degli istituti di credito ha fermato tutto».
Ora manca un mese esatto alla fine della cassa integrazione per i 104 lavoratori. In programma c’è una nuova assemblea dei lavoratori per capire se ci sono gli spazi di manovra per un’ultima azione: «Lanceremo anche degli appelli a quanti in questi mesi ci hanno espresso la loro solidarietà, dai politici ai cantanti. Adesso è il momento di fare vedere che non erano parole al vento e di farle seguire ai fatti».
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