“Angioletto oggi si sarebbe molto arrabbiato”
L'associazione che porta il nome del partigiano e deportato bustocco esprime l'amarezza di tutti i suoi componenti dopo i cori razzisti in Pro Patria-Milan, partita poi sospesa
L’Associazione “Amici di Angioletto" stigmatizza quanto avvenuto sugli spalti dello Stadio Speroni da parte di un gruppo di tifosi della Pro Patria che ha indirizzato cori razzisti nei confronti dei giocatori di colore del Milan presenti in campo durante l’amichevole, poi sospesa, tra i rossoneri e la squadra di casa.
Una manifestazione di inciviltà e di intolleranza vergognosa: i cori razzisti dell’altro giorno allo stadio Speroni rivolti ai giocatori di colore del Milan offendono non solo la città ma l’umanità intera. Purtroppo comportamenti simili che mescolano presunto tifo calcistico con ideologia di estrema destra sono noti, rammarica e preoccupa il fatto che fino ad oggi non siano stati del tutto estirpati alla radice in una città che è costretta comunque a fare i conti con presenze di simpatizzanti neonazisti. Gli stessi che alcuni anni fa, esattamente nel settembre 2007, insultarono pesantemente non risparmiando neppure gli sputi Angioletto Castiglioni. Gli stessi che in segno di spregio all’intitolazione della sala consiliare sempre ad Angioletto gettarono il fazzoletto del Deportato per terra.
Senza contare le svastiche che di tanto in tanto compaiono sui muri come pure gli adesivi di movimenti antisemiti che si vedono in giro per le strade, “scorie ideologiche” pericolose da cui la città deve essere ripulita. Oggi Angioletto sarebbe molto amareggiato e addolorato, lui che ha vissuto sulla sua pelle l’intolleranza, anche violenta, ricordando che negli anni settanta fu picchiato in pieno centro da giovani neofascisti. Amareggiato e addolorato per quell’offesa alla persona umana che per tutta la vita ha invece difeso. Per l’ultimo presepe da lui realizzato ha voluto un Gesù Bambino Nero proprio per ribadire la fratellanza tra gli uomini, un Gesù Bambino Nero al quale nei giorni scorsi centinaia di bambini delle scuole hanno portato in dono i loro messaggi di pace e di amore.
E questi bambini sono il futuro della città che certo non si riconosce nei cori razzisti dell’altro giorno allo stadio.
Un episodio che, secondo l’Associazione Amici di Angioletto , richiede comunque una replica collettiva forte.
Per questo si chiede al Sindaco Gigi Farioli un incontro aperto alla cittadinanza, ai giovani. con atleti che sono esempio nello sport: servono testimonianze esemplari per riconciliare la città con lo sport vero e autentico, offeso l’altro pomeriggio da quei cori razzisti, echi pericolosi di un’ideologia razzista che tanto male ha compiuto contro l’umanità.
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