Capitan Bauer: “Nessun rimpianto, abbiamo dato tutto”
Parisi fa i complimenti alle giocatrici: “Serviva il 150% per vincere”. Caracuta: “Troppa tensione all’inizio”. La vendetta di Aury Cruz: “Temevo Lloyd, è stata lei a cambiare la partita”
La delusione c’è, ma è accompagnata dalla consapevolezza di aver sfiorato un’impresa storica. A fine partita Christina Bauer, capitano della Unendo Yamamay, trova anche la forza di sorridere in conferenza stampa: “Finalmente posso parlare in inglese…”. Nessun rammarico per la sconfitta nelle parole della centrale biancorossa: “Abbiamo dato tutto quello che potevamo contro una squadra di grandi campionesse. Non possiamo avere rimpianti, siamo state bravissime a recuperare dallo 0-2, poi è andata come andata: se non altro abbiamo lottato fino in fondo”. Lo stesso concetto lo esprime anche il coach Carlo Parisi, quasi afono al termine della battaglia: “Posso solo fare i complimenti alle ragazze. Bisognava giocare al 150% per riequilibrare il divario fisico tra le due squadre, noi l’abbiamo fatto per due set, ma la differenza alla fine l’ha fatta Montano, che ha messo a segno più della metà dei punti della sua squadra. Siamo partiti con grande timidezza, ma quando siamo riusciti a stare in campo giocando la nostra pallavolo, qualcosa è cambiato e loro hanno cominciato a concederci qualche errore”. Rimpianti per non aver schierato Lloyd dall’inizio? “Conoscendo la sua situazione, assolutamente no. Sarebbe stato un azzardo. Dovevamo valutare il momento più adatto per farla giocare, anche perché i nostri problemi non erano certo solo in palleggio. Ora vedremo che conseguenze avranno per lei i tre set giocati oggi”.
Tutte le giocatrici di Busto Arsizio puntano il dito sul difficile approccio alla partita: “Eravamo leggermente emozionate – scherza Giulia Leonardi – e abbiamo pagato anche i problemi in ricezione. Superato il momento difficile, non siamo state troppo lontane da loro, anche se giocatrici come Montano e Akinradewo non le abbiamo… Domani? Voglio vincere per tornare a casa con una medaglia”. Delusa Valeria Caracuta: “Peccato, perché avevamo dimostrato di poter giocare alla pari con loro. Nel tie break forse ci siamo di nuovo un po’ spaventate come all’inizio della gara, quando abbiamo pagato la troppa tensione”. E Margareta Kozuch aggiunge: “Ci abbiamo messo due set ad ambientarci contro una squadra che partiva favorita. Poi abbiamo ripreso a giocare e non abbiamo mai mollato fino alla fine. Il tie break è come un golden set, dipende molto da come le inizi: loro sono state bravissime tatticamente, ma almeno le abbiamo fatte preoccupare un po’. Sono felice per il rientro di Carli, per lei ma soprattutto per la squadra, perché ora abbiamo finalmente due palleggiatrici a disposizione”.
La sfida di Champions è stata anche la rivincita di Marcello Abbondanza, che contro Busto aveva perso l’ultimo scudetto: “Non abbiamo certo giocato la nostra miglior partita – ammette l’allenatore del Rabita – ma abbiamo centrato l’obiettivo che inseguivamo fin da agosto, non posso che essere contento. Complimenti a Busto, che ha messo in campo proprio l’aggressività che temevo. Noi abbiamo avuto un calo soprattutto dal punto di vista mentale: si è visto dalla difesa, che ha cominciato a far cadere pallonetti e attacchi lenti, ma anche dai troppi errori in battuta. Alla fine però siamo stati bravi a ritrovarci in tempo”. L’altra ex cortesina della gara era Aury Cruz: “Vincere contro Busto ha un grande significato per me, ero molto emozionata. Sono felice che siamo riuscite a riprenderci dopo la rimonta subita. Paura non ne abbiamo avuta, però sicuramente siamo state poco aggressive in battuta, che di solito è il nostro fondamentale migliore”. Anche per la portoricana l’ingresso di Lloyd è stato decisivo: “Non sapevo se avrebbe giocato o no, ma so che quando entra Busto cambia totalmente. Grazie a lei sono migliorate e hanno cominciato a sfruttare tutte le soluzioni di attacco a disposizione, mettendoci in difficoltà”.
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