Quel paese dell’Africa che sforna campioni
Bekoji è una città che "produce" atleti olimpionici: ma perché sin dalla prima infanzia tutti si mettono in moto? Perché correre è una via d’uscita e di riscatto dalla miseria. Un documentario emozionante domani sera (alle 21) al Circolo Acli di Quinzano
Cosa hanno in comune Kenenisa Bekele, Tirunesh Dibaba, Derartu Tulu e Fatuma Roba, oltre che essere campioni olimpionici di corsa?
Il fatto che tutti provengono da un piccolo paese chiamato Bekoji, Etiopia, e che tutti sono stati allenati da uno stesso uomo, Sentayehu Eshetu.
Che il film-documentario Town Of Runners di Jerry Rothwell vi piacerà è chiaro non solo dal titolo, ma già dalle primissime sequenze di apertura, accompagnate dal familiare suono ritmico del respiro, che batte ogni falcata.
E’ altrettanto chiaro che non è un documentario tecnico. Non imparerete nulla di nuovo che vi permetterà di conquistare un nuovo PB.
Piuttosto è poetico, a tratti drammatico, racconto di due aspiranti atlete, Hawii e Alemi, che impersonificano i sogni e le speranze di una intera nazione, devastata da povertà e assenza di futuro. Sì, perché mentre in Europa e nel mondo occidentale l’Università rappresenta uno dei poche modi di migliorare il tenore di vita delle nuove generazioni, in Etiopia la corsa, e diventare atleti, è uno dei pochi modi di uscire dalla povertà.
E’ un messaggio fortissimo, che ci induce a riflettere sul significato primordiale della corsa come istinto alla sopravvivenza. The survival of the fittest, in tutti i sensi. Il documentario è perfetto nella sua imperfezione. Nel senso che durante gli 89 minuti il film rivela con oggettiva e trasparente bellezza l’imperfezione di una carriera che non sempre viene supportata in modo congruente dalle diverse organizzazioni sportive etiopi.
Oltre il dramma di scegliere un’attività altamente agonistica, Hawii e Alemi si scontreranno con realtà diametralmente diverse, che influenzeranno non solo la loro vita adolescenziale ma anche il loro rendimento atletico.
Quello che colpisce di questo documentario è l’umiltà e la semplicità delle due atlete, e il loro nobile convincimento che la vittoria, quindi la sopravvivenza, è raggiunta solo con l’impegno ed il duro lavoro. Un mantra che viene ripetuto quasi all’infinito durante le riprese.
Il documentario affascina poiché progressivamente ci fa dimenticare della povertà che affligge questa terra mentre celebra la determinazione, i sogni e l’ambizione di una nuova generazione.
Una cultura del correre e del sognare che troppo spesso è un valore raro nella nostra cultura occidentale.
Il documentario verrà proiettato domani, mercoledì 13 marzo alle ore 21 al Circolo al circolo Acli di Quinzano- in via S.Pietro 9, a Sumirago (ingresso a offerta libera). La serata è organizzata con la collaborazione di Unione Sportiva Acli Provinciali, Medici con l’Africa Cuamm Varese, Runners Quinzano 2006 e Africa&Sport.
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