Bambini in mezzo ai rifiuti: anche questa è arte
Silvia Coluccelli è una fotografa di moda che vive a Zurigo, originaria di Brusimpiano. Il suo progetto cerca di sensibilizzare sui danni all'ambiente
Due bambine con il cappottino rosso, che si abbracciano. E intorno uno scenario terrificante, di arredi distrutti, auto devastate, cataste di rifiuti. La foto è scattata a Cassano Magnago, nei campi lungo la via Cadorna che con fatica si sta cercando ora di tenere puliti. «Se nessuno fa niente e l’indifferenza continua, questo sarà il terreno si cui giocheranno i bambini nel futuro», dice Silvia Coluccelli, fotografa di moda che lavora con i bambini e che per denunciare la devastazione dell’ambiente ha avviato un progetto particolare. Sua è la foto delle bambine, una delle tante del progetto che sta portando avanti da due anni. «Sono specializzata in foto di moda e pubblicità con bambini. Parallelamente al mio lavoro porto avanti un
progetto mio di ricerca personale, mettendo insieme i bambini – con cui riesco spesso ad instaurare una bella relazione personale – e l’interesse per l’ambiente. Un progetto che mettesse in relazione i bambini e l’ambiente ferito da discariche abusive». Silvia è originaria di un piccolo paesino sulle montagne sopra il lago di Lugano, Brusimpiano, anche se oggi vive a Zurigo e spesso viaggia per lavoro, facendo foto (la raggiungiamo mentre è a Lecce). Proprio sulle montagne “di casa”, nei boschi del Varesotto, è nata l’ispirazione. «Ho iniziato due anni fa. Facendo la strada che va ad Ardena a piedi notavo le continue discariche abusive. All’inizio ho fatto fotografie solo al paesaggio, senza coinvolgere bambini, poi ho iniziato a scattare ai bambini, partendo proprio dalla discarica abusiva di Ardena». Nelle sue foto il contrasto tra i volti limpidi dei bambini e il paesaggio devastato dall’uomo è a prima vista disturbante, quasi traumatizzante: «All’inizio è stato difficile coinvolgere i bambini. Lavoro tutti i giorni con i bambini, ma un conto è un set in un contesto di moda, un conto è portarli in uno scenario di quel genere. All’inizio, dicevo, è stato più difficile, poi la voce del progetto si è sparsa: oggi sono le mamme a cercarmi per contribuire al progetto, che è considerato anche educativo».
La fotografa – che di recente è stata ospite anche dei media elvetici – raccoglie segnalazioni di discariche abusive qua e là («Sono partita da Varese e provincia, ma vorrei parlare di tutta Italia»), anche le segnalazioni fatte da VareseNews sono diventate tracce su cui muoversi. Così è avvenuto per l’area di via Cadorna a Cassano Magnago, “avvistata” dopo un nostro articolo dell’estate scorsa. Nei giorni scorsi proprio quell’area è stata ripulita da un gruppo di volontari coordinati dal Comune di Cassano, anche se ci sono già segnalazioni di nuovi abbandoni di rifiuti. Una esperienza non nuova anche agli occhi di Silvia: «Dopo che l’area è stata ripulita, a distanza di un anno anche ad Ardena – il "caso" da cui è partito il progetto – ho rivisto la stessa situazione. Non riesco davvero a concepire come si possa commettere atti del genere». Qual è lo scenario più curioso dove hai fatto fotografie? «Tra Cugliate e Montegrino, in una discarica abusiva che risale già agli anni Sessanta, all’inizio ci scaricavano rifiuti edili. C’è un fiumiciattolo letteralmente invaso dall’immondizia, si vedono le cascatelle tra i sacchi di immondizia. C’è persino una vecchia 500 con un albero che spunta in mezzo. Alcune sembrano vere sculture, paradossalmente, quasi parte del paesaggio».
L’intera selezione dellefotografie fatte in provincia di Varese è raccolta sul sito personale di Silvia Coluccelli. Nei suoi scatti i volti dei bambini sono spesso tristi, persi dentro a montagne di rifiuti, resti di mondi passati e gettati via. «La speranza è di sensibilizzare le persone: un conto è vedere discariche abusive, che magari ci non toccano molto. Ma contestualizzare i bambini dentro alle discariche crea un impatto è molto più forte. Se nessuno fa niente e l’indifferenza continua, questo sarà il terreno si cui giocheranno i bambini nel futuro». Se a prima vista il risultato è spesso traumatico, negli scatti dei bimbi però affiora a volte anche la dolcezza, sottolineata anche dalle scelte del fotografo: «A volte compare una luce molto intensa, che interpreta in qualche modo un segnale di speranza».
TAG ARTICOLO
La community di VareseNews
Loro ne fanno già parte
Ultimi commenti
lenny54 su Il richiamo alla pace e ai valori della Repubblica nel discorso del Presidente Sergio Mattarella
giro su Capodanno, il Comune di Varese pubblica l'ordinanza che vieta botti, petardi e fuochi d’artificio
Felice su Amazon sospende le consegne con i droni in Italia
Paolo Cottini su Colle di Biumo, il 5 gennaio la conferenza di VAS a Varese per decidere il futuro dell'area
angelo_spiteri su Il Comitato varesino per la Palestina torna in piazza: "Non ci fermiamo nemmeno a Natale"
axelzzz85 su I sindacati dei frontalieri contro il decreto sulla tassa della salute: “Andremo alla Consulta”














Accedi o registrati per commentare questo articolo.
L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di VareseNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.