Salva il pianeta, stappa una bottiglia

Grazie ad un vasto impegno nella tutela ambientale portato avanti dall'azienda vinicola Lantieri de Paratico "ogni nostra bottiglia di vino stappata sottrae all'ambiente 2 kg di anidride carbonica". E con 120.000 bottiglie prodotte "ogni anno raggiungiamo le 250 tonnellate complessive"

La soddisfazione che può regalare una bottiglia di buon vino può andare anche molto al di là di quello che è contenuto al suo interno. Sapere che il vino sorseggiato fa bene non solo a cuore e spirito ma anche all’ambiente può migliorare -e di molto- il sapore di quanto contenuto nei calici. Può sembrare strano ma «ogni bottiglia del nostro vino che viene stappata è come se togliesse dall’ambiente 2 chilogrammi di CO2». A dirlo è Fabio Lantieri, proprietario della omonima casa vinicola della Franciacorta, che grazie ai suoi 20 ettari di vigneto «ogni anno sequestriamo 250 tonnellate di anidride carbonica dall’atmosfera». Questo significa che «l’esistenza della nostra azienda non solo è ad impatto zero -continua l’erede della storica famiglia Lantieri de Paratico- ma anzi ha un influsso più che positivo sull’ambiente». 
E’ l’Italian Wine Carbon Calculator, noto anche come Ita.Ca, a certificare quanto afferma Fabio Lantieri. Ita.Ca, infatti, calcola quanta anidride carbonica le aziende vinicole producono e quanta riescono a sottrarre all’ambiente. Un processo «molto preciso che considera la CO2 prodotta in ogni fase della produzione, dalla bottiglia di vetro fino alla benzina per i trattori, ai concimi o all’energia elettrica» e che sottrae a questa quantità «l’anidride carbonica che la vigna di 20 ettari riesce a sequestrare». Il risultato di questa sottrazione dà l’impatto ambientale dell’azienda che, nel caso della Lantieri de Paratico, è negativa. «Un primo miglioramento lo abbiamo ottenuto sostituendo i concimi chimici con l’utilizzo di soli prodotti organici» mentre in un secondo momento «abbiamo installato un impianto fotovoltaico da 20 kW che copre il 40% dei consumi della struttura». Il tutto mantenendo invariata la produzione di 120.000 bottiglie all’anno.
E’ quindi "matematico" affermare che «stappando una nostra bottiglia si fa bene all’ambiente» anche se, in effetti, questo tipo di strada è percorsa da poche aziende. Fabio Lantieri è infatti fermamente convinto che «ognuno dovrebbe fare qualcosa nel suo campo perchè tanti piccoli gesti possono avere grandi effetti» ed è proprio per questo che ha investito molto in questo ambito. «Noi lavoriamo a contatto con la terra ed è quindi una questione di coerenza quella di cercare di migliorare l’ambiente in cui operiamo» anche con il sogno di «lasciare ai miei figli un mondo non dico migliore, ma almeno non peggiore di come l’ho trovato io». 
Scelte di questo tipo, comunque, «sono oggi portate avanti da meno del 5% delle cantine italiane» ma la Lantieri de Partico dimostra «come sia possibile produrre in maniera sostenibile un prodotto di ottima qualità rimanendo comunque sul mercato». La speranza è che in un prossimo futuro «ci si renda conto che questo discorso di impatto ambientale supera il semplice biologico o biodinamico» perchè «l’utilizzo di agricoltura biologica non equivale automaticamente alla difesa dell’ambiente». E magari un giorno «dovremo scrivere sulle etichette quanto ha inquinato il nostro vino, così anche il consumatore saprà». In quel caso, la Lantieri de Paratico è già pronta a brindare.

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Pubblicato il 19 Giugno 2013
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