La “Santa alleanza” dei canestri varesini

Pallacanestro e Robur stringono ancora di più il proprio accordo per creare un gruppo giovanile di vertice. Progetto affidato ad Andrea Schiavi, che lo illustra nel dettaglio

Due grandi bacini distinti per il minibasket, due settori giovanili separati ma con un’infarinatura comune e – soprattutto – un unico gruppo per under 19 e under 17 con il quale tornare a ottenere grandi risultati e di conseguenza creare giocatori che possano spiccare sia nei campionati dilettanti sia in Serie A. Dopo un biennio di collaborazione, senza risultati dal campo ma positivo dal punto di vista del lavoro svolto, Pallacanestro Varese e Robur et Fides stringono un’alleanza ancora più forte per far tornare la Città Giardino ai vertici del basket giovanile nazionale.
Una svolta che ci si auspica definitiva per i due club cittadini che hanno spesso provato a seguire una strada comune salvo, spesso, sciogliere gli accordi e tornare rivali per qualche anno. Questa volta invece l’unione pare destinata a durare ed è stata "benedetta" anche dal ritorno – condiviso – in città di Andrea Schiavi (foto), 45 anni, allenatore professionista, emigrato 9 stagioni fa alla BluOrobica Bergamo dove ha creato squadre capaci di giocare più volte le finali nazionali.
È proprio Schiavi a illustrare il progetto che nascerà dalla prossima stagione sportiva con il marchio del Campus, società che nacque con i Bulgheroni, che fino a ora era stata satellite della Robur ma che diventerà un "contenitore" dei migliori giocatori proposti dai due club maggiori. «Stiamo creando un supergruppo con i ragazzi in età da under 19 e under 17: si tratterà di un plotone di 17/18 giocatori compresi quelli che si allenaranno stabilmente con le due prime squadre. Io – prosegue Schiavi – ne sarò il responsabile e l’allenatore, coadiuvato in questo da Bruno Bianchi e Giacomo Fornaroli». La struttura del Campus prevede che i referenti "politici" siano Cecco Vescovi e Adalberto Tessarolo mentre quelli tecnici saranno lo stesso Bianchi e Giovanni Todisco; il ruolo di preparatore atletico sarà invece di un grande ex giocatore, Paolo Conti. Del supergruppo sono per ora noti i nomi degli under 19: Piccoli (anche nella rosa della Robur), De Jace, Crespi, Tonella, Vescovi, Innocenti e Galante; con loro anche i ’97, forse la classe più interessante, e i ’98 (ovvero gli under 17) molti dei quali potranno già fare esperienza nel maggior campionato giovanile.
«L’idea che stiamo seguendo – spiega Schiavi – è quella di tornare a produrre giocatori made in Varese e cioé creare ragazzi che all’uscita dal vivaio possano andare a rinforzare le squadre della provincia che disputano campionati nazionali. L’ideale sarebbe avere qualche ragazzo in grado, a vent’anni, di fare bene in B2 con la Robur e poi provare ad andare in Serie A con la Pallacanestro». E in effetti è troppo tempo che Varese, pur avendo battaglioni di praticanti fin dal minibasket, non porta giocatori stabili nella massima categoria o nella nazionale. L’ultima stella bosina è stata Andrea Meneghin (classe ’74 e… massimo figlio d’arte nella foto): chi lo ha seguito ha avuto discrete carriere sospese tra A1, A2 e serie minori (Bolzonella, Allegretti, Gergati, Canavesi, Antonelli, Rosignoli mentre Martinoni è maturato a Treviso). Difficile che per il momento si guardi all’esterno per il reclutamento, proprio perché prima di tutto si vuole lavorare sui ragazzi fatti in casa.
A proposito di reclutamento, Schiavi detta alcune linee importanti: «In passato il dualismo tra le due società varesine ha portato a impoverire le società più piccole: ogni buon giocatore veniva reclutato perché c’era grande fame di giocatori (e magari per strapparlo agli altri, ndr). Ora questo succederà con minore frequenza: solo i prospetti davvero di massimo interesse entreranno nell’orbita Campus. Sarà invece fondamentale il lavoro dei rispettivi centri minibasket che insieme coinvolgono oltre 400 iscritti ogni anno: le due società continueranno a lavorare in autonomia, ma proprio da questi gruppi dovranno uscire i giocatori per le squadre giovanili di età minore. A queste inizieremo a dettare caratteristiche tecniche e comportamentali simili, in modo poi di avere uomini già pronti quando saranno inseriti nel super-gruppo under 17/19».

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Pubblicato il 17 Luglio 2013
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