Un giorno al canile, tra storie di abbandoni e sofferenza
Sono ancora tanti i cani lasciati soli al loro destino. Tanti arrivano in strutture protette dove trovano cure e cibo. Ma non sempre c'è il lieto fine
Che cos’è l’abbandono? Sentirsi persi, senza l’affetto di una persona che ci sta a cuore, non sentirsi compresi, amati. Nella rosa di tutti i nostri sentimenti, forse tra i più mortificanti. Nel corso di una visita al canile di Gallarate, proprio questo abbiamo letto negli occhi e nel cuore, di tanti cani senza un padrone. In questo nostro tour, siamo stati guidati da una ragazza volontaria.
Il nostro tour inizia nell’area ristoro e ufficio, che ospita delle cucce per gli ospiti malati. Il nostro primo incontro è con Susi, affetta dal diabete e, per questo, già cieca, nonostante l’età di 5 anni. La guida ci spiega che la cagnolina è stata ritrovata mentre vagava sola: la sua magrezza è spaventosa, il torace è scavato, le costole sporgono visibilmente dai fianchi. Susi rifugge qualsiasi forma di contatto umano, ha perso totalmente la fiducia in chi, per lei, non è più un migliore amico, ma un pericolo.
pavimento, sembra agonizzante. La volontaria ci illustra brevemente la cura per il diabete canino: due punture di insulina al giorno e un’alimentazione sana possono evitare che gli animali si riducano in queste condizioni. "L’unica vera risposta è l’amore", aggiunge "è fondamentale che ci sia quell’affetto che ti spinge a lottare con tutte le forze, per curare il tuo amico più fedele".
Presso il canile di Gallarate, tanti abbandonati trovano una cuccia per la notte, cibo, acqua e qualche minuto di attenzione, ogni giorno, da parte dei volontari che si prendono cura di loro. L’attenzione, la cura e la dedizione del personale del Canile non possono, però, sostituire l’affetto costante e personale che una famiglia può offrire". Il pavimento di freddo cemento, le sbarre di ferro arrugginito delle gabbie, non sono equiparabili al caldo abbraccio di un padrone che, tornato a casa, saluta il suo fedele compagno. Il cane è, appunto, l’animale fedele per antonomasia, abituato a concentrare le proprie attenzioni su poche persone scelte. La dimensione famigliare per questi animali è fondamentale: al di fuori di essa, tendono a manifestare la propria infelicità con gesti estremi. Questo è visibile, ad esempio, nel giovane Rocky, che provoca un rumore assordante, sbattendo le ciotole metalliche dell’acqua. Ciascun ospite manifesta il suo malcontento in modo differente, ma tutti gridano un solo messaggio: una richiesta d’amore. La struttura di Gallarate si avvale del prezioso supporto quotidiano di Volontari, Educatori Cinofili, Medici Veterinari che lavorano costantemente per due obiettivi:
1) migliorare il benessere del cane durante la sua permanenza in Canile;
2) massimizzarne le possibilità di trovare una nuova famiglia che lo adotti.
I cittadini che desiderassero "saperne di più" possono verificare personalmente che, non solo la sofferenza, bensì l’allegria, lo spirito di gruppo, la "voglia di farcela" sono ciò che maggiormente caratterizza le giornate di bipedi e quadrupedi. La struttura è aperta al pubblico dal lunedì alla domenica dalle 9 alle 12 e dal lunedì al sabato dalle 15 alle 19, in Via degli Aceri 15 a Gallarate.
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