Gli “Amici di Marietto” premiati in Comune
Avevano promosso la raccolta fondi per riportare dall'Australia la salma del loro amico morto improvvisamente. Oggi sono stati ricevuti a Palazzo Estense per una cerimonia ricca di commozione
Una targa e le maglie del Milan con la scritta "Ciao Mario". Oggetti semplici ma dal significato profondo quelli che oggi – martedì 10 settembre – sono stati consegnati al gruppo "Amici di Marietto", i ragazzi che nei mesi scorsi hanno lanciato una commovente raccolta fondi per riportare a Varese la salma di un loro amico deceduto nella lontanissima Australia.
La storia è quella di Mario Pastore, il 27enne che aveva lasciato la Città Giardino alla volta della zona di Melbourne – dove è mancato improvvisamente per un malore a fine maggio. Poco dopo Varese si mobilitò per sostenere i pesanti costi del rimpatrio della bara: a prodigarsi soprattutto gli amici di Marietto cui oggi la città ha voluto tributare un riconoscimento. L’assessore Angelini, il vicesindaco Baroni e i dirigenti Carrasi e Michieletto hanno infatti voluto donare al gruppo di giovani una targa, alla presenza della mamma e delle sorelle di Pastore. «Un riconoscimento – ha sottolineato Angelini – a una storia di solidarietà spontanea e genuina, vera. Questi fatti ci dicono che ognuno di noi è chiamato a mettere la sua impronta per costruire la Varese della solidarietà e dell’amicizia».
Toccante il lungo discorso di Manuela, la sorella maggiore di Mario che ha ricordato le parole lette nell’omelia funebre («questa "potatura" sia per una primavera migliore») e ha parlato di «un ponte di solidarietà che ha saputo unire Italia e Australia. Tutta Varese è stata coinvolta e risvegliata per portare questo ragazzo a casa e grazie a voi la nostra famiglia ha vissuto il lutto ma non la disperazione. Da oggi – ha concluso Manuela con gli occhi lucidi – non siete più soltanto "amici di Marietto", siete nostri fratelli, sorelle, figli».
A nome del gruppo di giovani ha invece parlato Gian Marco Cinquepalmi: «Siamo felici che la città riconosca il nostro sforzo. Siamo partiti per stare vicini alla famiglia di Mario ma giorno dopo giorno ci siamo trovati a gestire una generosità anche inaspettata per certi versi: in molti hanno voluto fare una donazione, sia chi si ricordava il sorriso gentile del nostro amico, sia persone che non lo conoscevano ma hanno saputo quello che era successo. Ci sono arrivati anche bonifici da pochi euro, minimi, ma che ci hanno fatto un enorme piacere. E adesso siamo orgogliosi di fare parte della famiglia Pastore».
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