Ha rischiato di morire l’ex marito stalker che ha sfondato un cancello
Ha distrutto l'entrata del giardino della ex moglie, dopo avre compiuto getsi di autolesionsimo. La polizia ha salvato sia lui che la donna
C’è una complessa storia familiare dietro il gesto folle compiuto ieri da un uomo che ha distrutto, con l’auto, il cancello di casa della ex moglie a Lissago, in una zona vip di Varese. Marito e moglie sono in fase di separazione, ma lui non accetta l’epilogo. Lei lo aveva già querelato per maltrattamenti, denunciando mobili spaccati, vestiti stracciati, auto con i vetri trotti. La donna aveva ottenuto a luglio un provvedimento del tribunale civile: un’ordinanza della durata di sei mesi che inibisce al marito la vicinanza alla casa della moglie. Per questo, il 48enne è tornato in Polonia, con una delle due figlie, ma ha ordinato a quest’ultima di inviare, in questo lasso di tempo, una serie di messaggi alla madre per farle accettare un incontro. Martedì sera l’uomo è tornato dalla Polonia ed ha affittato una camera in albergo. La moglie, avvisata, ha chiamato la polizia, che mercoledì mattina si disponeva in zona per difendere la signora da eventuali tentativi violenti. Gli agenti in effetti avvistavano il polacco e lo facevano allontanare. In tarda mattinata però è tornato, ha suonato al campanello e ha spaventato la ex moglie, che prontamente ha avvisato la questura. Quando gli agenti sono arrivati, lo hanno trovato nei pressi della casa dentro una Bmw X5 nera. L’uomo è di grossa corporatura, dunque difficile da bloccare in caso di necessità, per questo non sono intervenuti subito. Ma anche e soprattutto perché i poliziotti hanno visto che aveva il braccio sinistro coperto di sangue. Si era probabilmente tagliato come gesto di autolesionismo; era agitato e gridava, tenendo un cellulare in mano. Gli agenti erano pronti a intervenire, quando l’uomo all’improvviso ha messo in moto e ha sfondato il cancello. I poliziotti sono però riusciti a fermarlo e arrestarlo prima che potesse raggiungere la moglie. Gli hanno anche salvato la vita perché secondo i medici che lo hanno soccorso in ospedale, poteva morire dissanguato. Nel sedile posteriore c’era una lametta sporca di sangue, Il pm Massimo Politi ha chiesto oggi la convalida dell’arresto per i reati di maltrattamenti in famiglia, resistenza, violazione di domicilio aggravato. La donna invece era incolume, anche se gli agenti l‘hanno trovata in lacrime in cucina, in uno stato di grave prostrazione.
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