Raffaele Cattaneo sullo stop della Arcisate-Stabio: “Atto gravissimo, ma non tutto è perduto”
Il presidente del consiglio regionale prende posizione sull'ennesimo stop al cantiere in territorio italiano ma è fiducioso: "Ci sono le condizioni perché tutto riparta entro fine mese"
"La chiusura del cantiere della ferrovia Arcisate Stabio è un atto gravissimo e assolutamente inaccettabile, di fronte al quale sono pronto a qualsiasi forma di protesta!". Lo scrive oggi su Facebook Raffaele Cattaneo, dopo la notizia dell’ennesimo stop al cantiere.
Il presidente del consiglio regionale auspica che nell’incontro in programma lunedì si faccia chiarezza e si possano "sviscerare" tutti i problemi che stanno rallentando la realizzazione dell’opera.
"Nessuno può pensare di lasciare la Valceresio con un cantiere inattivo che la taglia in due. Non deve essere così e non sarà così. Su questa vicenda non calerà il silenzio. Ma non siamo al game over: c‘è ancora spazio per una soluzione e la politica, a cominciare dalla Regione Lombardia, deve fare e sono certo farà la propria parte fino in fondo. Naturalmente sono personalmente disponibile a mettermi in gioco, contribuendo con tutta l’esperienza maturata nella soluzione di criticità analoghe (quante ne abbiamo avute negli anni scorsi) e la conoscenza del cantiere e dei protagonisti. Ma oggi non sono più l’assessore alle infrastrutture e in prima battuta sono il Presidente Maroni e l’Assessore Del Tenno a dover assumere una funzione di regia".
Bene, secondo Cattaneo, ha fatto Del Tenno a convocare un incontro già per lunedì: "In casi analoghi in passato una sola è stata la via che ha permesso di arrivare a soluzioni concrete: mettere tutti i soggetti coinvolti intorno a un tavolo (Regione, Comuni, Enti locali, la stazione appaltante RFI, l’impresa appaltatrice ICS, sindacati, ARPA, ecc.), ascoltare le ragioni di tutti, sviscerare i problemi fino all’osso, maturare ipotesi condivise e soprattutto chiudere la porta della stanza e buttar via la chiave finché non si arriva a un accordo scritto e firmato da tutti. Questi problemi non si risolvono né con i rinvii, né con gli appelli a Roma, come se il Governo avesse un potere salvifico che risiede solo nella capitale. In passato casi analoghi altrettanto gravi sono stati risolti in Lombardia, a Milano e a Varese".
Non tutto è perduto, e Cattaneo in fondo resta fiducioso: "Ieri ho parlato con l’Ing. Salini, l’Ass. Del Tenno e altri protagonisti – spiega – Con un lavoro fatto bene ci sono le condizioni perchè tutto riparta entro fine mese e si trovino soluzioni definitive entro fine anno".
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